Quale università scegliere dopo il Socio Sanitario: facoltà e lavoro

Daniela Saraco 30 Luglio 2020

Consigli e indicazioni per sapere quale università scegliere dopo il socio sanitario: cosa studiare e cosa diventare, sbocchi professionali previsti.

Le informazioni necessarie per chi vuole iscriversi all’università con la maturità socio sanitaria, i corsi appropriati e opportunità di lavoro o di studio post diploma.

Il percorso di studi  di operatore sanitario basa le sue discipline  nel settore dei servizi sociali, sanitari ed educativi. Gli studenti acquisiscono le competenze necessarie per affrontare problematiche socio-sanitarie riferiti a persone e comunità. Sono inoltre preparati per la promozione della salute e del benessere psico-sociale. Le principali aree di intervento sono quelle che riguardano la mediazione familiare, l’immigrazione, le fasce deboli, le attività socio culturali e tutto il settore legato al benessere psico fisico. Ricordiamo, inoltre, che è diverso il percorso formativo per diventare operatore socio sanitario. Quale università scegliere, dunque, dopo il Socio Sanitario? Quali sbocchi professionali sono previsti?

Gli studenti che scelgono l’istituto superiore socio sanitario amano prendersi cura degli altri. La figura professionale è formata, infatti, per promuovere stili di vita nel rispetto delle norme igieniche, della corretta alimentazione e della sicurezza. Inoltre l’operatore sanitario si occupa dell’integrazione sociale di persone, comunità e fasce deboli. Si relaziona con le altre figure del sociale nei settori dei minori, anziani, diversamente abili, a sostegno e tutela della persona. Gli studenti apprendono tecniche di animazione sociali, ludiche, culturali, espressive, motorie, manuali e musicali.

Molti diplomati iniziano a fare esperienza professionale con il tirocinio pratico. Molti altri, invece, decidono di proseguire gli studi. Questo perché occuparsi dei più deboli, spesso, aiuta a capire le proprie attitudini. Non pochi operatori socio sanitari, dopo, decidono di frequentare medicina o psicologia. Di certo molto dipende dalla volontà di studiare dello studente.  Vediamo, dunque, quale università scegliere dopo il socio sanitario.

Quale università scegliere dopo il professionale Socio Sanitario facoltà e corso di laurea appropriato

Quale università scegliere dopo il socio sanitario?  La maggior parte degli studenti sceglie la facoltà di professioni sanitarie. Dunque, risultano molto utili i seminari di orientamento organizzati dai vari dipartimenti delle università d’Italia. Ogni università, infatti, dispone di un centro di orientamento per aiutare gli studenti nella scelta.

La Preside Rita Cerchia, già membro delle commissioni per l’orientamento, spiega: “ Il Diploma consente l’accesso a tutte le facoltà universitarie anche se la preparazione conseguita orienta naturalmente verso alcuni  corsi di studio. La più scelta è Professioni sanitarie. Ogni studente, in base alle sue attitudini, sceglie poi di specializzarsi in un ambito. Il corso, infatti,  prevede discipline comuni  e di indirizzo, a carattere specialistico.  Le competenze che il Diplomato dei Servizi socio-sanitari deve possedere alla fine del ciclo di studi sono principalmente due. Nello specifico  organizzare interventi rivolti a persone con  particolari bisogni socio-sanitari e  promuovere la salute e il benessere fisico- sociale della persona.”

Le facoltà universitarie per diplomati al professionale Socio Sanitario: la più appropriata e la più semplice da fare

Quale università scegliere dopo il socio sanitario? A risponderci è la Preside Cerchia: “Il Diploma ha come naturale proseguimento molti corsi di laurea. Il più gettonato è sicuramente Professioni sanitarie. I corsi di laurea afferenti all’ambito delle Professioni Sanitarie fanno parte della facoltà di Medicina e Chirurgia e sono suddivisi in quattro classi. Gli studenti, dunque, possono scegliere tra Professioni Sanitarie Infermieristiche, della Riabilitazione, Tecniche o della Prevenzione.”

La Preside conclude: “Ogni corso di laurea offre competenze specifiche idonee alla cura degli altri. Per effettuare una decisione consapevole è di massima importanza seguire i corsi di orientamento universitari.”

Facoltà universitarie per diplomati professionale Socio Sanitario e lavoro

I diplomati all’istituto professionale socio sanitario possono proseguire gli studi scegliendo molti corsi di laurea. Tra i più comuni ci sono:

  • Psicologia
  • Scienze Sociali
  • Scienze della formazione
  • Professioni sanitarie

I diplomati che vogliono, invece, iniziare a lavorare dopo il diploma hanno numerose possibilità occupazionali. Tra le principali ci sono:

  • strutture ospedaliere
  • residenze sanitarie
  • centri diurni
  • centri ricreativi
  • case di riposo
  • ludoteche
  • strutture per disabili
  • case famiglia
  • comunità di recupero
  • mense aziendali

Gli sbocchi professionali, dunque, sono tantissimi. Ricordiamo però che  il diploma, per essere riconosciuto a tutti gli effetti, deve essere accompagnato da una qualifica. Quest’ultima è prevista a livello nazionale ed è  rilasciata  dalle regioni.

© Riproduzione Riservata
avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto