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Stress da Covid e da quarantena per Coronavirus: sintomi e cosa fare

Redazione Controcampus 11 Settembre 2020

Cos'è lo stress da covid-19 e da quarantena per Coronavirus: chi colpisce tra adulti e bambini, sintomi, come riconoscerlo e cosa fare in caso di malessere, il punto della Dottoressa Ilaria Corleto.

Consigli su cosa fare in caso di stress post traumatico o lavoro-correlato da quarantena per Coronavirus, come affrontarlo, combatterlo e superarlo con mindfulness e respirazione in spazi aperti.

Ecco cosa significa soffrire di stress psicologico da covid: cosa comporta, come si manifesta, cosa mangiare, a chi rivolgersi e quanto dura. 

La pandemia ha portato tanti cambiamenti nelle nostre vite. Le nostre routine sono state stravolte. Abbiamo dovuto sopportare momenti di grande frustrazione e, soprattutto di grande incertezza. Naturalmente, i cambiamenti repentini e gli sconvolgimenti improvvisi portano sempre tanto stress nella vita delle persone. Quando poi a questo si aggiungono i media e i social che non fanno altro che presentare scenari catastrofici e apocalittici, la preoccupazione non può che aggravarsi.

È normale, in un contesto di emergenza globale, provare una sensazione di tristezza. La paura e la confusione sono emozioni normali in un momento come questo, anche e soprattutto tra i più piccoli. Si parla quindi di stress da Covid nei bambini, che hanno visto soffocare e reprimere del tutto il loro bisogno di socialità. Ma la solitudine e l’isolamento forzato anche negli adulti, ha messo seriamente a rischio la salute mentale dei soggetti più fragili. Dei sintomi e delle conseguenze del coronavirus parlano gli psicologi. In questo momento si cerca di sdoganare il tabù della salute mentale, perché sempre più persone soffrono di attacchi di panico, paura, incertezza e depressione. Parlare delle conseguenze psichiatriche del Covid-19, significa fare un primo passo per riappropriarci del nostro benessere psicofisico.

Ma come far fronte allo stress da quarantena per Coronavirus? Quali sono i sintomi in chi è stressato a causa del Covid 19 e della quarantena?

A risponderci è un’esperta psicologa nel riconoscere la patologia, curarla e guarire. 

Quali sono i sintomi dello stress da Covid 19: causa e origine del malessere dovuto al Coronavirus

Sarà la psicologa Ilaria Corleto a indicarsi i sintomi dello stress da Covid, quali sono, come riconoscerli e cosa fare per guarire.

“Possibili segnali che ci fanno rendere conto di soffrire di stress da Coronavirus sono un aumento dell’ansia e di sintomi depressivi. Molte persone, inoltre sviluppano la cosiddetta sindrome della capanna post-covid. Si tratta di una forma di fobia sociale che ha colpito moltissimi italiani. Chi ne soffre preferisce rimanere a casa e cerca di evitare il più possibile contatti ed interazioni sociali.” – spiega la psicologa Corleto -.

“Possiamo evidenziare tre gruppi di persone, suddivise in base alle loro reazioni alla pandemia. Un primo gruppo è quello che ha sofferto particolarmente per via dell’isolamento legato al lock-down. L’isolamento ha infatti comportato un forte senso di vuoto e l’impossibilità di avere rapporti con gli altri. Quando, poi, c’è stata la riapertura, alcuni hanno reagito con un atteggiamento di entusiasmo maniacale. Alcuni, invece, hanno ripreso la vita di tutti i giorni. Queste persone, tuttavia, si trascinano ancora dietro un senso di vuoto e di abbandono. “-afferma la psicologa –.

“La seconda tipologia, quella più fobica, ha subito i danni della paura del virus. Molti sono andati in panico, si sono chiusi in casa e hanno ceduto alle proprie fobie. Alcuni di loro hanno manifestato i sintomi della sindrome della capanna. Molte persone appartenenti a questa categoria hanno dovuto affrontare l’angoscia dell’estraneo. Si tratta di una diffidenza nei confronti del prossimo, dovuta alla paura della contaminazione. Alcune persone, paradossalmente, si sentivano più protette durante il lock-down. Non soffrivano di stress e non dovevano confrontarsi con gli altri. I ritmi di lavoro erano più lenti e non soffrivano di ansia da prestazione. Queste persone, che già prima del covid mostravano tendenze all’evitamento sociale, si sono dimostrate particolarmente restie a tornare alla vita normale.”- fa sapere la dottoressa Ilaria Corleto -.

Cosa fare in caso di stress da quarantena per Coronavirus

E sempre la professionista nell’ambito della psicologia Ilaria Corleto a spigarci cosa fare in caso di stress da Covid 19: come intervenire per guarire e non avere conseguenze psicologiche irreversibili.

“Chiaramente, queste tipologie di comportamento affondano le radici in problematiche pre-esistenti. Il Covid-19 non è stato altro che l’occasione per farle venire alla luce. Lo stress da Covid colpisce adulti e bambini, adolescenti ed anziani. Indipendentemente dall’età e dalla fascia demografica di appartenenza, ne possono soffrire tutti coloro che sono stati colpiti dalle conseguenze della pandemia. In modo particolare i giovani, che hanno tanta voglia di vivere, si sono sentiti stroncati.” – spiega la Psicologa Ilaria Corleto -.

Convivere con questo disagio è possibile, ma fino ad una certa soglia. Come in tutti i malesseri psicofisici, la sofferenza non può e non deve superare un certo limite. In caso di sofferenza protratta, l’unica soluzione per affrontare il disagio è ricorrere alla psicoterapia. Un altro consiglio è di praticare attività piacevoli. Bisogna dedicare del tempo alle nostre passioni e a noi stessi. Gli amanti dello sport possono trovare sollievo in una corsetta terapeutica. Chi vuole, può anche provare a meditare all’aperto.”

Come affrontare lo stress da Covid e da quarantena per Coronavirus

Cosa possiamo fare per preservare la nostra salute mentale nel tempo ed evitare o imparare a controllare lo stress da Covid in caso di lockdown o quarantena?

“In linea generale, consiglio di fare sempre ciò che ci fa stare bene. Tutto quello che ci fa stare male è sconsigliato. Ad esempio, se guardare troppi notiziari ci angoscia, è meglio evitare di guardare il telegiornale. Questo consiglio è valido al tempo del Covid, come lo è in qualsiasi periodo della vita. È fondamentale ascoltare se’ stessi, assecondare i propri bisogni e i propri desideri.” – continua la professionista in psicologia –

“Ho un ultimo consiglio per coloro che in questo momento soffrono a causa della quarantena e del Coronavirus. Ricordate che ogni occasione è un’opportunità per una nuova scoperta. Ci capita, oggi, di vivere un momento storico al di fuori della norma. Affrontiamo una realtà che nessuno avrebbe immaginato. Approfittiamo di questa situazione anomala per scoprire qualcosa in più su di noi, sulla vita e sulle persone che ci circondano.” –conclude la psicologa Ilaria Corleto -.

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto