Sindrome della capanna post Covid: come inziare scuola e università

Dalila D'Andrea 3 Settembre 2020

Cos'è la sindrome della capanna post Covid e come uscirne: come ritornare a scuola e università senza problemi, i consigli della esperta Anna Quaglia.

Ecco come riconoscere i sintomi della sindrome del prigioniero, cause, e quali sono le cure efficaci per superarla: consigli su rimedi e cura per bambini, ragazzi, adulti e anziani al tempo del Coronavirus.

Le dritte di un’esperta di psicologia per sapere come uscire dalla sindrome della capanna da Coronavirus e tornare a scuola, a lavoro e all’università dopo il lockdown. Il punto della dottoressa Anna Quaglia, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Dopo mesi di isolamento, finalmente pian piano si comincia ad uscire di nuovo. I negozi riaprono e tra i vicoli e nelle piazze ricompaiono bambini e adulti intenti a passeggiare o a fare la spesa. La fase più dura del lockdown è ormai giunta al termine. Ora, con le giuste precauzioni, si potrà lentamente tornare alla vita di tutti i giorni. Ma cosa succede se al pensiero di uscire o di tornare a scuola dopo mesi si avverte una sensazione di paura e di ansia? Potresti essere vittima della Sindrome della Capanna o del Prigioniero, che oggi interessa circa un milione di italiani. La sindrome, che in inglese prende il nome di cabin fever, può manifestarsi dopo lunghi periodi di distacco dalla realtà e comporta la voglia di restare al sicuro, la paura di abbandonare il proprio rifugio.

Credi di essere anche tu affetto da questa sindrome sempre più comune tra gli italiani? Non temere. La Dottoressa Anna Quaglia è pronta ad illustrarti tutti i sintomi e le cause: scopri cos’è la sindrome della capanna e come si cura, consigli e rimedi per superare questo malessere al tempo del Covid-19 per rientrare in tranquillità a scuola o all’università dopo la quarantena.

Cos’è la sindrome della capanna post Covid o del prigioniero: sintomi, cause e cura

Dott.ssa Quaglia, lei è un’esperta di psicologia che ha studiato approfonditamente i disturbi d’ansia, gli attacchi di panico ed i disturbi depressivi. Utilizza tecniche di rilassamento per trattare numerose sintomatologie su base ansiosa ed ha maturato esperienza come psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Cosa sa dirci su questa particolarissima sindrome che incuriosisce e al contempo preoccupa moltissimi italiani?

“La sindrome della capanna è anche nota come sindrome del prigioniero. Il nome fa riferimento ad un luogo chiuso, ad ambienti costrittivi. Possiamo ricordare, a tal proposito, il celebre film Le ali della Libertà. Il protagonista, dopo aver a lungo pianificato un’evasione, incontra numerose difficoltà nel lasciare la prigione. Nel film sembra quasi che egli voglia rimanere in prigione. Questo accade perché la mente si abitua ad un ambiente e non è più curiosa di scoprire cose nuove. La mente umana ricerca la realtà routinaria. A questo, però, nel caso del post-covid, si aggiunge la manipolazione attraverso la paura. Attraverso i media, le persone hanno sperimentato paura eccessiva ed estrema, dovuta ad una minaccia sconosciuta e inattesa. La paura ha preso il sopravvento”. – Fa sapere la psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Anna Quaglia –

“Le persone spesso hanno provato nervosismo o sovreccitazione, – continua il professionista – magari hanno avuto i brividi o si sono sentiti soffocare. In molti hanno avvertito tensione muscolare, crampi, mancanza di respiro e a volte anche diarrea e vomito. Non solo: talvolta è comune sentire freddo, avere le pelle d’oca, o sentire un grande peso nello stomaco. Questi non sono altro che sintomi della paura. Quest’emozione, purtroppo, viene spesso sottovalutata o trascurata dalla società odierna”. – Dice il professionista –

Come iniziare scuola e università dopo la chiusura per Coronavirus

Dopo aver visto i sintomi della sindrome della capanna, come uscirne e vincere la paura di tornare ad una vita normale con il Coronavirus, può essere d’aiuto.

Come possiamo ritornare alla normalità e perché è importante sconfiggere la sindrome della capanna?

“Sicuramente, in primis, dobbiamo accettare la nostra paura. La paura, infatti, è un’emozione normale, dalla quale non dobbiamo fuggire. Dobbiamo imparare a convivere con i sintomi della paura stessa, anche se sgradevoli. Quando sentiamo dentro di noi la paura che cresce, avvertiamo tutta una serie di sensazioni negative, come quelle che ho elencato in precedenza. Quando questo accade è importante ricordare che ciò che sentiamo è normale”. – spiega la psicologa e psicoterapeuta Anna Quaglia –

“La paura è un’emozione naturale che a tutti capita di provare. Bisogna, dunque, familiarizzare con le emozioni e con le voci nella nostra mente. Non dobbiamo negarle e cercare di ignorarle. I nostri pensieri vanno ascoltati e compresi, anche perché spesso possono condizionarci. Può capitare, ad esempio, che la paura ci impedisca di uscire per vedere persone care. In momenti come questo, dobbiamo riconoscere e accettare la nostra paura. Poi, però, dobbiamo farci coraggio e pian piano uscire e accettare di essere intimoriti.”

Consigli per superare la sindrome della capanna post Covid

“Restare a casa era la cosa giusta da fare, inizialmente. Oggi, però, le persone devono affrontare il mondo e accettare l’esistenza del virus. Nel mondo esterno sono tantissimi i pericoli che possiamo incontrare. Vi sono tanti altri virus, anche più pericolosi del covid-19, dai quali dobbiamo saperci difendere. Nonostante la paura, dobbiamo comportarci in maniera attiva e soprattutto dobbiamo conoscere noi stessi. A questo scopo consiglio di provare la psicoterapia cognitivo comportamentale di ultima generazione che contempa tecniche efficaci di mindfullness. Maggiore è la conoscenza che abbiamo di noi stessi e maggiori saranno le nostre possibilità di ottenere buoni risultati. – Consiglia la psicologa Anna Quaglia –

“A questo va aggiunta una buona dose di sano coraggio, che non deve mai mancare. Proprio quando ci sentiamo sopraffatti dalla paura, è arrivato il momento di avere tanto coraggio. Il coraggio è qualcosa che possiamo sempre trovare dentro ognuno di noi. L’unico modo per poterlo tirare fuori è proprio attraverso il contatto con la paura. Per questo è anche importante essere grati alla paura. Impariamo a dire “Grazie, paura”, perché è proprio la paura che ci dà la possibilità di avere coraggio.” – Conclude in professionista –

E tu, temi ancora il mondo esterno? Non preoccuparti! Ti basterà rispettare le norme sanitarie, igienizzare spesso le mani e soprattutto indossare sempre e correttamente la mascherina. Sconfiggere la paura, insieme, è possibile. Lentamente tornerà tutto come prima.

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avatar Dalila D'Andrea Diplomata al liceo linguistico con 100 e lode, frequento il primo anno all'università Alma Mater Studiorum di Bologna. Ho 18 anni e amo confrontarmi con realtà nuove, viaggiare ed esplorare l'inesplorabile. Per questo curo la rubrica Viaggi per Controcampus, dove troverete tutti i consigli e le dritte per organizzare delle vacanze indimenticabili. Amo avventurarmi al di là della mia comfort-zone e credo fortemente nel potere della comunicazione e della circolazione libera delle idee. Per questo mi è stata affidata anche la rubrica Il Professionista, dove curo interviste con personaggi di spicco del mondo del lavoro e della ricerca. Ognuno di noi ha una storia da raccontare; io fornisco la possibilità di farlo. Tra le mie interviste troverete consigli validissimi e opinioni di esperti professori, ginecologi, pediatri, psicologi, avvocati e tanto altro ancora! Sono appassionata di scrittura e sto lentamente esplorando il mondo del giornalismo, che mi ha sempre affascinata. Quando scrivo seguo sempre una celebre regola d'oro: l'interessante per mezzo, l'utile per scopo e il vero per soggetto. Leggi tutto