Scuole chiuse: cosa succede nei bambini che restano a casa

Mario Ragone 27 Ottobre 2020

Conseguenze delle scuole chiuse: cosa succede nei bambini che restano a casa e negli adolescenti, le conseguenze per gli esperti Maria Falco e Rocco De Leo.

Con le scuole chiuse, i bambini a casa ripiombano in una quotidianità fatta di solitudine e confusione. La chiusura delle scuole avrà conseguenze nei bambini, che non incideranno solo sull’istruzione. Molti genitori sono preoccupati anche per il bisogno di socialità dei minori. Le conseguenze delle scuole chiuse per coronavirus nella psicologia dei bambini, potrebbero non essere a pieno comprese dai genitori. Ma cosa fare con i bimbi a casa? Davvero la didattica a distanza attenuerà i danni che il Coronavirus sta causando nella vita dei più piccoli?

Rappresenta ormai un fatto noto che il Covid 19 abbia modificato in maniera importante i contorni della nostra realtà. Le scuole chiuse in tal senso hanno causato malumore sia tra i bambini che tra gli adolescenti (vedesi il periodo del lockdown). Una situazione, questa, che si è ripresentata e che rischia seriamente di compromettere un sistema istituzionale di riferimento. Ma ancor più, di far vacillare lo stato d’animo dei più piccoli, così come dei ragazzi, privati di una valvola di sfogo socio-educativa. Le conseguenze della chiusura degli istituti scolastici e la loro incidenza sul comportamento dei soggetti citati è articolata e complicata da definire.

Proprio per questo motivo ci siamo rivolti a due esperti del settore dell’Istruzione, i docenti Maria Giovanna Falco Dirigente scolastica presso un asilo nido. E Rocco De Leo Vice preside presso scuola superiore. Grazie al parere tecnico di questi ultimi è stato possibile individuare cause e ripercussioni sui giovani dei provvedimenti restrittivi in ambito didattico. Un’analisi di carattere sociale ma anche psicologica se vogliamo, che riguarda da vicino il nostro Paese.

Conseguenze degli asili e scuole chiuse: cosa succede nei bambini piccoli che restano a casa

Vediamo ora da vicino la prima delle conseguenze delle scuole chiuse: ovvero cosa succede nei bambini piccoli che restano a casa. Per farlo ci affidiamo al parere autorevole dell’insegnante Maria Falco.

“Il messaggio che ho ricevuto di più da parte delle mamme in riferimento alla condizione dei propri bambini è “si sente perso”. Persi, smarriti, privi di orientamento, questo è lo stato in cui versano centinaia di bambini lontani dalla scuola. Ascolto spesso lamentele di genitori preoccupati per la “poca preparazione didattica” di cui saranno vittime i loro figli. La verità è che una scuola frequentata a singhiozzo, o peggio ancora, non frequentata affatto, lascia un vuoto emotivo e relazionale che è difficile da colmare. Prendersi cura di questi aspetti emozionali non è il compito secondario delle istituzioni educative ma è il primo ed il più importante” – afferma la docente Falco –

“Siamo tutti molto preoccupati di tenerci al sicuro – prosegue –  di ovattare quanto più possibile i bambini, senza tenere in considerazione che le paure, le ansie, i nervosismi si riversano sul vissuto dei più piccoli che lo assorbono come spugne. In questo clima di assoluta incertezza e mancanza di punti di riferimento, i nostri bambini hanno bisogno da parte di genitori, insegnanti, educatori, di “accoglienza emotiva”. Non significa fingere che tutto vada bene, ma porre la nostra attenzione sulla sfera interiore, che ci fa guardare un po’ oltre. In tal senso la scuola è davvero la seconda casa di tutti gli studenti di questo Paese, per tanto va preservata e custodita, così come il benessere emotivo di ciascuno dei nostri bambini”.

Cosa succede negli adolescenti che non vanno a scuola

Con le scuole chiuse gli adolescenti sono forse i più penalizzarti. Sono soprattutto i più giovani che hanno bisogno di esprimere la propria identità ed individualità all’interno del contesto sociale. Un’esigenza che viene inibita dalla chiusure delle scuole superiori e medie. Ma quali conseguenze negli adolescenti avranno le scuole chiuse per Covid-19? Spostiamo ora il focus su cosa succede negli adolescenti che non vanno a scuola, cercando di capirne le ripercussioni sociali e psicologiche. Il commento sulla questione del docente Rocco De Leo:

“Con la sospensione delle attività didattiche in presenza le lezioni continuano a distanza secondo il Piano scolastico per la Didattica Digitale Integrata che le scuole sono state chiamate ad adottare. I corsi delle agenzie di formazione e l’esperienza acquisita, hanno fatto sì che docenti e alunni fossero quantomeno consapevoli di ciò che avrebbe potuto verificarsi. Tuttavia, è sempre rischioso e a volte pericoloso limitare l’apprendimento ad uno schermo di computer. Perché se è vero che all’aspetto didattico si può sopperire con lezioni cooperative, registrazioni e quant’altro, è altrettanto vero che la questione socializzazione rimane irrisolta. Ed è forse questo l’aspetto più preoccupante: la scuola non è soltanto trasmissione di sapere dal docente agli studenti, ma è competenza, relazione, fisicità. A tutto questo la didattica a distanza non può ovviamente sopperire” – sostiene il docente De Leo –

“Per quanto ciascun insegnante si sforzi di ricreare un ambiente sociale anche in DDI, mancherà sempre una sfera relazionale che ognuno dovrà cercare di riconquistare in tutti i modi possibili. Certo, anche se gli adolescenti “non vanno a scuola” fisicamente, sono comunque impegnati nelle lezioni online e possono socializzare in altri modi. Ma ciò che la scuola rappresenta va oltre il semplice stare insieme. E a questa temporanea mancanza, ogni studente potrà reagire in modo diverso. Da qui deriveranno conseguenze psicologiche diverse, di chi finirà per chiudersi ulteriormente in sé non avendo la valvola di sfogo sociale rappresentata dall’essere a scuola fisicamente; o di chi potrà perdersi, preferendo modalità di socializzazione “alternative”; o ancora di chi non riuscirà ad uscire da questa bolla nella quale tutti stiamo vivendo”.

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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto