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8 agosto 2013

La Magistratura: chi sono i magistrati e cos’è la magistratura italiana

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La Magistratura

La Magistratura

Cos’ e come funziona la Magistratura Italiana, chi sono i magistrati e come entrare nella magistratura e diventare magistrato.

“I giudici sono soggetti soltanto alla legge”, ricorda l’articolo 104, nell’art. 101 della Costituzione italiana.

Quelle semplici 7 (sette) parole oggi dividono l’Italia. Berlusconi condannato. Magistratura politicizzata?

Non sarà questa la sede in cui si cercherà di trarre conclusioni sull’innocenza o meno dell’ex premier. Quanto semmai capire quanto sia stata importante in passato la Magistratura e che ruolo, dalla nascita della Repubblica ad oggi, abbia ricoperto in Italia.

Dopo la caduta del Fascismo, bisognava far recuperare una nuova credibilità alle istituzioni, sotterrata dagli eventi dell’ultimo decennio.

Come? Prima di tutto cercando di limitare gli stessi poteri istituzionali, affinché non si ricreassero le condizioni per instaurare un regime dittatoriale, autoritario.

Da quei propositi, nacque quella che Benigni definì la “più bella costituzione del mondo”: tre i poteri dello Stato: esecutivo, giudiziario, e legislativo. Tra questi, quella che maggiormente, lungo gli anni, poté godere di maggior indipendenza, e quindi col tempo anche “potere” fu il potere giudiziario, e quindi la magistratura.

La Magistratura e il potere legislativo: il magistrato e il provvedimento giurisdizionale

Infatti qualsiasi provvedimento giurisdizionale deve essere fondato sul dettato legislativo, che il giudice è chiamato a interpretare e applicare. In secondo luogo, l’avverbio “soltanto” dell’articolo della Costituzione sopra citato, rimanda, innanzitutto, al concetto di indipendenza “esterna” del giudice, vale a dire all’indipendenza da qualsiasi interferenza estranea alla legge. Il giudice è, in altre parole, libero di decidere il caso concreto in piena autonomia di giudizio e coscienza.

E non finisce qui: il giudice non avrà nemmeno vincoli e condizionamenti derivanti dalle precedenti decisioni della giurisprudenza. I giudici non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni, se non a seguito di decisioni assunte dal Consiglio superiore della magistratura.

Descrizione appena sufficiente per far capire ciò di cui gode la magistratura. Perché la Corte Costituzionale decide anche sulla legittimità delle leggi promulgate in Parlamento: ogni legge ritenuta anticostituzionale, viene bocciata, e rimandata in Parlamento per riformare la stessa legge. Ed è proprio grazie a questa enorme indipendenza, e potere, costituzionalmente riconosciuto, che la magistratura fu in grado, ed è in grado di vincere importanti battaglie.

Si pensi che tra il 1969 e il 1995 furono uccisi ben venticinque i magistrati italiani che la criminalità organizzata ha brutalmente assassinato, e solo perché “colpevoli” di servire lo Stato. Venticinque vite umane sacrificate sull’altare di oscuri disegni eversivi e colpite senza pietà, vittime cancellate dalla memoria collettiva. Senza di loro, Mani Pulite non avrebbero mai potuto compiere quella pulizia dal marcio che abbondava tra la massoneria e clan mafiosi. In quel periodo infatti, tanti politici furono “fatti fuori”, politicamente e giuridicamente si intende, ma soprattutto capi di clan mafiosi furono arrestati e

Lo stipendio dei magistrati: ecco quando guadagna un giudice

Lo stipendio lordo a loro retribuito a inizio carriera coincide in media a 37.454 euro, certamente più basso rispetto alla media delle altre nazioni europee, come in Austria, 43.393, il Belgio con € 56.487, la Danimarca con addirittura € 91.904, o l’Irlanda con 127.664. Ma a fine carriera, codesti magistrati, arrivano ad avere tra le cifre più alte d’Europa: € 122.278. Per meglio capire le differenze, riprenderò in paragone le medesime nazioni sopra citate: l’Austria con € 105.251, il Belgio con € 122.196, la Danimarca con € 130.341, e l’Irlanda con € 222.498. Già un referendum abrogativo avrebbe dovuto “riformare” la magistratura, soprattutto togliendo loro privilegi, e per ottenere la responsabilità civile della magistratura. Per quell’importante referendum si batté anche uno che fu vittima della magistratura, morto poco dopo che fu scarcerato perché che tuttavia riuscì a mantenere illesi i suoi diritti acquisiti già precedentemente.

Poi il taglio degli stipendi voluta da Monti, nel 2012, per salvare l’economia italiana, che andò a minacciare anche gli stipendi degli stessi giudici, e magistrati, fu nuovamente bocciata dal Consiglio Superiore della magistratura, perché “lede all’indipendenza della magistratura”.

Tutti si sacrificano, ma le caste, quelle dei 3 grandi poteri dello Stato, probabilmente non devono e possono rinunciare a privilegi.

Al giorno d’oggi quindi è molto facile riuscire quindi a comprendere come un potere dello stato sia diventato tanto forte, rispetto agli altri due: in Italia La magistratura è l’unico «potere forte» oggi esistente in questo Paese e lo è perché tutti gli altri poteri, a cominciare da quello politico, sono deboli.

Berlusconi urla quindi alla famosa “riforma della giustizia“, con l’obiettivo anche di indebolire la magistratura. Ma la domanda che ora potrebbe sorgerci è: può un potere debole e diviso imporre una «riforma» a un potere molto più forte (e molto più unito) contro la volontà di quest’ultimo? Se parliamo di velocizzare i processi, o comunque di interventi volti ad introdurre una maggiore efficienza, senz’altro. Ma riforme di fondo, se la magistratura si dimostrerà cieca e miope, no. Niente trasformazione del pubblico ministero da superpoliziotto in semplice avvocato dell’accusa, revisione delle prerogative e dei meccanismi di funzionamento del Csm, separazione delle carriere, cambiamento dei criteri di reclutamento e promozione dei magistrati, riforma dell’istituto dell’obbligatorietà dell’azione penale, eccetera. L’unica soluzione per riuscire a “sconfiggere” la magistratura, sarà semplicemente quella di rinforzare il potere politico, attraverso provvedimenti che possano ridare legittimità e potere alla politica.

La Magistratura è un organo importante per la nostra Repubblica. Indispensabile, non possiamo immaginarci la nostra Italia senza di essa: ma, come in tutte le cose, c’è bisogno di una o più riforme. Cambiano i tempi, cambiano le menti: che cambino quindi anche le istituzioni, senza toglier loro la loro identità. Affinchè non si sentano più grida, come quello che Tortora rivolse ai giudici: «Sono innocente. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi».

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