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25 maggio 2014

Bonus mobili e bonus ristrutturazione Irpef: il piano casa è legge

Studenti e convivenza
Bonus Mobili

Bonus Mobili

Il Piano Casa è legge: bonus mobili fino a 10mila euro svincolato dagli esborsi per le ristrutturazioni edilizie e stretta sugli occupanti abusivi.

E’ il trionfo della piccola e media borghesia e del calvinismo d’impronta economica. Ma cresce il disagio abitativo per i nuovi poveri italiani.

Ecco tutte le novità.

Dopo un lungo e travagliato iter parlamentare, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del Dl n. 47/2014, recante “misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l’Expo 2015”.

Il testo, firmato dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, è passato con 277 voti favorevoli e 92 contrari.

La legge, che entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, è stata convertita con sostanziali modifiche. Tuttavia, malgrado lo scandalo della cupola degli appalti relativo all’Esposizione Universale milanese, il provvedimento mantiene intatta la possibilità, per le società di gestione dell’evento, di derogare alla disciplina dei contratti di sponsorizzazione e concessione di servizi.

Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione: come funziona

Mutano, invece, gli scenari afferenti al comparto edilizio-abitativo. Appaiono positive le misure su bonus mobili, bonus ristrutturazioni e cedolare secca (al 10% per i canoni concordati). Le detrazioni Irpef (Bonus) del 50% relative all’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici non saranno più vincolate alle spese di ristrutturazione. Lo afferma l’articolo 7 del disegno.

“Il bonus mobili – spiega Cisl Federazione Università – potrà essere detratto a prescindere dai costi di ristrutturazione. Ma per poter fruire delle detrazioni, le spese devono essere documentate”. Grazie al via libera della Camera alla conversione in legge del Dl n. 47 del 2014, sarà possibile portare in detrazione anche gli acquisti di mobili d’importo superiore alle spese di ristrutturazione.

“Per fare un esempio – conclude la Cisl – si potranno spendere (e portare in detrazione) 8 mila euro di mobili anche se la spesa per i lavori di ristrutturazione dell’immobile dovesse essere di soli 5 mila euro”.

In sintesi, il Bonus Mobili concerne la detraibilità del 50% sulle spese sostenute (tetto massimo di 10mila euro) per l’acquisto di:

  • Bonus Mobili (arredi) – letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli , sedie, comodini , divani , poltrone, credenze, materassi , apparecchi di illuminazione;
  • Bonus Grandi elettrodomestici – frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici;

Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione: novità e cosa cambia

  • Bonus Mobili (cioè la detrazione Irpef): l’aliquota è del 50% e riguarda l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici;
  • Bonus Mobili: i grandi elettrodomestici devono essere di classe non inferiore ad A+ oppure A per i forni;
  • Bonus Mobili: l’acquisto deve essere effettuato tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2014;
  • Bonus Ristrutturazioni: confermata, anche in tal caso, la detrazione fiscale del 50% per chi voglia ristrutturare casa;

Lotta all’occupazione abusiva di immobili. Cresce il disagio abitativo per i nuovi poveri italiani. Alcune correnti di pensiero sostengono che l’attuale disegno simboleggi il trionfo della piccola e media borghesia e del calvinismo d’impronta economica.

Giovanni Calvino, apologeta degli eletti all’eterna gloria, sosteneva che la ricchezza fosse il segno della grazia divina, e che il lavoro avesse il valore di una sublime vocazione religiosa. Secondo il riformatore di Ginevra, il povero è, in sostanza, un reprobo, e la sua improduttività, un marchio infernale: l’essenza dell’anti-predestinazione.

L’elogio della piccola e media borghesia, alla cui operosità va il merito (o il torto) di aver fomentato la nascita del capitalismo europeo, è, nel pensiero calvinista, un vero e proprio motivo ricorrente. Un leitmotiv corredato da sfumature “formalmente” cinquecentesche, ma “sostanzialmente” del tutto attuali. Basta pensare alle torme di senza tetto costretti a vagabondare, oggi più che mai, per le strade delle metropoli italiane, alla ricerca di un tozzo di pane, tra i rifiuti prodotti dalla vegliarda civiltà borghese. I poveri, i mendicanti, i senza lavoro, i precari e tutti gli altri esseri umani afflitti da un’incolpevole ignavia produttiva, appaiono, oggi come ieri, fuori dalla grazia di Dio, in preda ad una truce ghettizzazione.

Lo sanno bene i movimenti per il diritto ad abitare, i quali hanno accolto,con roboante recalcitrazione, la recente conversione in legge del Piano Casa. Malgrado la ferrea opposizione di piazza, sfociata in un lancio di uova contro Palazzo Montecitorio, si è concluso, lo scorso 20 maggio, l’iter di approvazione del discusso decreto. Tra i vari temi scalfiti dal provvedimento, infatti, figura il pugno duro contro gli occupanti abusivi di stabili ed appartamenti (anche se vuoti o abbandonati), che, d’ora in avanti, saranno sempre più irretiti dalle fitte tele di una grigia burocrazia, e dovranno fare a meno di acqua, luce e gas.

Per i paladini del diritto alla casa si tratta, dunque, di un’atroce sconfitta. Ed è anche per tale motivo, forse, che l’epilogo decretato dalla Camera tende a riecheggiare la resa dei mendicanti descritta dal teologo francese e, nel contempo, il trionfo della proprietà e del profitto. Ma è forse una colpa essere poveri? Ovviamente no!

Antonio Migliorino


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