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23 luglio 2014

Viviana Re ricercatrice Cà Foscari nella rete Unesco per l’acqua

Viviana Re

Università “Cà Foscari” di Venezia – Progetto BirAl-Nas presenta primi risultati a ottobre in Marocco, Viviana Re Cafoscarina nella rete Unesco per l’acqua

Viviana Re

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Viviana Re ricercatrice ‘Marie Curie’ in Tunisia entra nel gruppo di esperti chiamati da tutto il mondo per lo studio del rapporto tra genere e gestione dell’acqua

Nasce una task force internazionale per studiare i problemi legati all’uso e alla disponibilità d’acqua nei paesi in via di sviluppo. La ricercatrice cafoscarina Viviana Re è tra i 30 esperti scelti dal World Water Assessment Programme dell’UNESCO per mettere a punto nuovi indicatori di genere relativi alle risorse idriche. Scopo del gruppo di lavoro, dunque, è far emergere dai dati quali siano le differenze tra uomini e donne nell’approvvigionamento e nell’uso della risorsa acqua. I risultati saranno presentati nel 2016.

Le dichiarazioni di Viviana Re

«In alcuni paesi in via di sviluppo le famiglie devono percorrere parecchi chilometri per raccogliere l’acqua da un pozzo – spiega Viviana Re -. Per studiare e affrontare queste situazioni dobbiamo raccogliere informazioni, ad esempio sulle distanze o il tempo impiegato per procurarsi l’acqua. La novità sta nel differenziare nel nucleo famigliare tra uomini e donne, chiedendo chi, nella famiglia, si occupi di raccogliere l’acqua, o quante ore ciascun membro impieghi per tale attività e quanta acqua porti.Il dettaglio di questi dati permette di capire la situazione di un genere rispetto all’altro».

Viviana Re è Marie Curie fellow al dipartimento di Scienze molecolari e nano sistemi di Ca’ Foscari e attualmente sta svolgendo un biennio di ricerca alla Scuola Nazionale di Ingegneria di Sfax, Tunisia. Con il suo progetto, BirAl-Nas, mira a sviluppare un approccio di gestione sostenibile dell’acqua in aree rurali che tenga conto sia di aspetti idrogeologici che sociali. Nel primo anno di lavoro ha completato un’analisi sociale e una campagna di campionamento a Grombalia, nella penisola tunisina di Cap Bon. Le analisi permetteranno di comprendere quali siano le principali fonti di inquinamento e quali saranno gli attori da coinvolgere per promuovere strategie di protezione delle acque sotterranee. I primi risultati saranno presentati a settembre in Marocco al convegno dell’associazione internazionale di Idrogeologia.

Un video-intervento di Viviana Re sul progetto UNESCO:


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