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1 giugno 2015

Riforma pensioni 2015, pensione anticipata, esodati e bonus Poletti

Carlo Rienzi sulla riforma pensioni 2015Carlo Rienzi sulla riforma pensioni 2015

Tutto sulla riforma pensioni 2015: dalla pensione anticipata agli esodati,  aggiornamenti e novità del ddl Sacconi e sul bonus Poletti, rimborsi, penalizzazioni, età e requisiti

Carlo Rienzi sulla riforma pensioni 2015Carlo Rienzi sulla riforma pensioni 2015

Carlo Rienzi sulla riforma pensioni 2015

Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, Renzi riapre il cantiere delle pensioni: depositato la scorsa settimana dal Presidente della Commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, il progetto di legge ideato per superare le rigidità introdotte dalla Legge Fornero nel 2011, riforma pensioni Renzi operativa da Settembre 2015.

L’accelerata sulla riforma pensioni Renzi dovrebbe arrivare subito dopo la tornata elettorale per le regionali e le comunali del 31 Maggio 2015.

Il sistema pensionistico italiano cambia pelle. Ma quali sono gli obiettivi programmatici della riforma pensioni Renzi 2015? E i giovani? Cosa prevede per loro il ddl Sacconi? Occupazione e “staffetta generazionale” rimarranno lettera morta oppure no?

Luci ed ombre della riforma pensioni 2015 nella nostra esclusiva intervista a Carlo Rienzi, Presidente Codacons Nazionale.

Parliamo ovviamente di uno dei capitoli più controversi dell’agenda Renzi. Il Governo, nello specifico, sta lavorando ad un piano di intervento organico distribuito su tre fasi, ognuna corrispondente ad un preciso obiettivo strategico. Nessuna certezza sui tempi, ma voci insistenti parlano di fine estate come possibile dead-line per addivenire ad una proposta unificata da licenziare entro Settembre-Ottobre.

In generale gli obiettivi espressi nella prossima riforma pensioni 2015 possono essere schematizzate secondo quattro concetti-chiave:

  • modifica dei requisiti per la pensione di vecchiaia e introduzione della pensione anticipata;
  • estensione del sistema contributivo a tutti i lavoratori;
  • aggancio dei requisiti pensionistici alla speranza di vita

Riforma Pensioni 2015 e flessibilità: novità pensione anticipata e esodati

Si parte col botto: maggiore flessibilità in uscita a fronte di pensioni più leggere. Questo il mantra renziano che, a partire dalla prossima riforma pensioni Renzi, dovrebbe tradursi in un ripensamento della pensione anticipata consistente nella possibilità di accedere alla pensione con almeno 62 anni di età e 35 anni di contributi. Una sorta di Quota 97 con una decurtazione massima sull’assegno previdenziale dell’8%. L’entità della penalizzazione, tuttavia, dovrebbe ridursi progressivamente con l’approssimarsi dell’età pensionabile. La legge delega prevede che per ogni anno di anticipo la riduzione non debba superare il 2%. La penalizzazione, pertanto, si estinguerebbe completamente al raggiungimento dei 66 anni.

Opzione donna e benefici alle lavoratrici madri con la riforma pensioni

Riforma pensioni e opzione donna

Riforma pensioni e opzione donna

Ma sul tavolo della riforma pensioni 2015 c’è spazio anche per un’estensione decisa delle tutele in favore delle donne lavoratrici.

Non solo Opzione Donna, per la quale si studiano requisiti meno rigidi, che viaggia spedita verso la proroga.

Dalla Commissione arriva infatti l’ok definitivo alla valutazione doppia dei periodi di astensione dal lavoro per maternità e puerperio (max 2 anni) e di per ogni evento di parto 6 mesi di contribuzione figurativa. Questo per riconoscere specifici benefici previdenziali alle lavoratrici madri.

Staffetta generazionale e part-time

Inevitabilmente con la Riforma Pensioni 2015 si torna a parlare anche di  “staffetta generazionale”. Obiettivo: frenare la marginalizzazione sociale delle nuove generazioni, il cui tasso di disoccupazione supera ormai il 40%. L’ipotesi attualmente al vaglio riguarda il passaggio di consegne “volontario” tra un dipendente vicino alla pensione ed un giovane in cerca di lavoro.

Due sono a riguardo i modelli prospettati dall’esecutivo: nel primo l’anziano  accetta il part-time (meno ore e stipendio più basso fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici) in cambio dell’assunzione di un giovane con un contratto a tempo indeterminato. In questo caso sarebbe lo Stato a versare contributi figurativi onde evitare il rischio di un assegno pensionistico inferiore.; nel secondo, invece, riguarda il già citato anticipo della pensione. Ultima notazione: la staffetta, applicata oggi alle sole Pubbliche Amministrazioni, dovrebbe presto investire anche il privato.

Carlo Rienzi

Carlo Rienzi

La cronaca parlamentare (e sindacale) intanto è chiara: la Legge Fornero continua a far piangere tanti, ora anche Renzi, costretto dalla Corte Costituzionale ad prendere la matita blu. In altre parole, basteranno i correttivi alla Riforma Fornero ad invertire la tendenza?

La riforma pensioni 2015 del Renzi rischia davvero di tramutare il nostro sistema pensionistico nell’ennesima valle di lacrime alla Legge Fornero?

Lo abbiamo chiesto a Carlo Rienzi, Presidente Codacons Nazionale.

Renzi riapre il cantiere della riforma pensioni 2015 e lo fa rompendo il cordone della Legge Fornero, soprattutto dopo la clamorosa sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco delle perequazioni pensionistiche scattato con la riforma che porta il nome dell’ex Ministro del Lavoro. Pres. Rienzi, come valuta le novità indicate nella prossima riforma pensioni del governo Renzi 2015? La flessibilità eviterà un nuovo scandalo esodati?

“Il decreto sulle pensioni annunciato da Renzi non sana la situazione di incostituzionalità determinata dalla legge Fornero e, pertanto, verrà impugnato dal Codacons nelle sedi opportune. Si tratta infatti di una misura che crea evidenti disparità di trattamento, non garantendo la restituzione del maltolto a tutti gli aventi diritto. Inaccettabile poi che i diritti dei pensionati vengano assoggettati alle esigenze di bilancio. Quando lo Stato ci chiede di pagare le tasse, noi le dobbiamo versare, anche se non abbiamo soldi o se siamo in difficoltà economiche. Quando è lo Stato debitore, fa di tutto per non pagare, o per pagare il meno possibile, tentando anche di farci passare la fregatura per “bonus”.”

Nella riforma pensioni 2015, pare, ci sarà spazio soprattutto per i giovani. All’Inps, tuttavia, esistono buchi nei conti spaventosi, tale da giustificare un allarme senza precedenti sulle pensioni delle generazioni future. Quali conseguenze avrà la riforma delle pensioni Renzi sui nostri giovani?

“Personalmente non credo ci sia un allarme sulle pensioni. L’unico rischio che vedo all’orizzonte, è che chi oggi lavora dovrà lavorare per quasi tutta la vita prima di riuscire ad andare in pensione, mentre i giovani, che il lavoro non lo hanno, e se lo hanno sono precari, in nero e senza alcuna tutela contrattuale, non riusciranno a contribuire al proprio futuro e alla propria vecchiaia. Con il paradosso che, se da una parte è sempre più difficile andare in pensione o costruirsi una pensione decente, dall’altro ci sono ricchi che percepiscono pensioni d’oro, e politici che possono contare su vitalizi da migliaia di euro al mese. Ed il bello che nulla si può fare per cancellare tali privilegi: essendo diritti acquisiti per il passato, cancellarli vorrebbe dire violare la Costituzione, e ritrovarsi così a restituire i soldi come accaduto con la legge Fornero. L’unica speranza è in una classe politica seria che cancelli per il futuro tali inaccettabili scempi.”

La riforma pensioni 2015 promette di mettere un punto all’annosa vicenda delle “pensioni d’oro”. Tutti ricordiamo quando Renzi in campagna elettorale da Vespa annunciava: ”Bisogna tagliare le pensioni d’oro”. Lo stesso Renzi, però, intervenuto da Vespa qualche mese fa ha puntualizzato nello stupore generale che è sostanzialmente ”inutile tagliare le pensioni d’oro”. Come si spiega questo clamoroso dietrofront?

“Come già detto prima,  la Corte Costituzionale si è espressa nella direzione che i diritti acquisiti dai pensionati non possono essere cancellati. Chi oggi percepisce pensioni estremamente redditizie è nella piena legalità, e senza un riforma del settore pensionistico che ponga tetti più stringenti ai ricchi e aumenti le risorse per i poveri,  non si va da nessuna parte. Il premier questo lo sa, e le sue affermazioni credo siano vincolate da quanto disposto dalla Consulta. Attenzione però a non dimenticare che il problema non sono solo le pensioni: ci sono manager e dirigenti pubblici che prendono stipendi e buonuscite milionarie. Ecco, si potrebbe iniziare da qui, vincolando le retribuzioni dei manager pubblici ai risultati ottenuti sul campo.”

L’entusiasmo del Premier intorno alla riforma delle pensioni Renzi 2015 non ha spento però l’attenzione rispetto alla chiacchieratissima vicenda dei rimborsi pensione. Lei ha definito la misura che prevede 500 euro di rimborso in favore di 4 milioni di pensionati “incostituzionale”, annunciando un nuovo maxi-ricorso nazionale

Guida alla pensione

Guida alla pensione

Può illustrare brevemente ai nostri lettori il perché di questa decisione?

“Perché la Consulta ha emesso una sentenza, autoapplicativa e di effetto immediato dopo la pubblicazione in G.U. Con il suo decreto il Governo svuota di significato la sentenza della Corte, e sottomette una legge alle esigenze di bilancio dello Stato. Un conflitto di poteri, quello legislativo e quello esecutivo, che finisce per violare i diritti, creando disparità di trattamento tra cittadini.”

Scarica >>> Guida riforma pensioni 2015: tutte le novità

Scarica >>> Ddl Sacconi e bonus pensioni: testo integrale


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