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30 settembre 2015

Riforma pensione 2015: dai tagli alle pensioni anticipate e quota 41

Boeri sui tagli e riforma pensione 2015

Ultimissime novità sulla riforma pensione 2015: Boeri propone tagli alle pensioni degli italiani all’estero e Lamonica riporta l’attenzione quota 41

Boeri sui tagli e riforma pensione 2015

Boeri sui tagli e riforma pensione 2015

Probabile vertice politico oggi che valuterà le ipotesi avanzate finora su flessibilità, esodati con settima salvaguardia, ed opzione donna. Dopo le proposte avanzate da Boeri e Lamonica, Alternativa Libera, propone una riforma delle pensioni dei politici, con gestione del sistema previdenziale all’Inps e non più Montecitorio.

Ecco le ultime notizie sulla riforma pensione 2015.

Se i fondi per fare le giuste manovre non ci sono, allora si ricomincia a fare dei tagli, e ovviamente si parte dalle pensioni dei cittadini. Tito Boeri ha infatti proposto di ricalcolare con il metodo del contributivo le pensioni erogate agli italiani all’estero. Ma ci sono nuove e più interessanti proposte sul tema della riforma pesione, che potrebbero toccare i politici italiani.

La proposta è avanzata da Alternativa Libera, gruppo politico formatosi dopo l’allontanamento di alcuni ex grillini del Movimento di Beppe Grillo.

In pratica si chiede ai politici di rispettare le stesse regole che sono state imposte ai cittadini italiani, che da anni stanno portando avanti una lotta per una più giusta riforma pensione.

Esodati, opzione donna, lavoratori precoci continuano a portare avanti ormai da anni delle continue proteste per ottenere quel minimo di flessibilità capace di ottenere l’assegno dell’Inps con requisiti meno impossibili.

Riforma pensione 2015: Boeri, taglio delle pensioni all’estero e proposta per i parlamentari

L’Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra Ue della parte non contributiva delle pensioni. Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale. È paradossale”. Co questa dichiarazione il Presidente dell’Inps propone nuovi tagli sulle pensioni degli italiani all’estero con la prossima riforma pensione.

Parole che suonano piuttosto dure, se si pensa che il vero paradosso è stato sottolineato dagli esponenti di Alternativa Libera, che con una nuova proposta di legge, vogliono cancellare i privilegi che al contrario sono stati legittimati agli ex parlamentari.

Riforma delle pensioni: il paradosso inverosimile che tocca gli italiani

Mentre Vera Lamonica porta avanti la sua lotta a favore dei lavoratori precoci per quota 41, Tancredi Turco avanza una proposta di legge che possa riscrivere la disciplina entrata in vigore non più tardi di tre anni fa sui requisiti per la pensione dei parlamentari.

Una riforma pensione 2015 che riguardi anche i politici, che devono rispettare le stesse regole Inps previste per i comuni mortali. Su Il Fatto Quotidiano la dichiarazione di Turco denuncia una situazione ancora grave: “Mentre, per i lavoratori dipendenti, la verifica del mantenimento dei requisiti per la pensione di reversibilità è fatta dagli uffici dell’Inps, ai deputati basta inviare un’autocertificazione. Un vero e proprio paradosso, oltre che un privilegio”.

Padoan e Poletti sulla Riforma pensione 2015

Padoan e Poletti sulla Riforma pensione 2015

Un paradosso inverosimile, difficile da tollerare soprattutto quando tantissimi italiani sono in attesa di conoscere quali saranno le prossime novità sulla riforma pensioni di Renzi.

Padoan e Poletti presto interverranno per rendere note le prossime novità: le ipotesi al momento sono l’introduzione di un principio generale di flessibilità nella legge Fornero con la quale si consentirebbe di lasciare il lavoro fino a 3 anni di anticipo avendo maturato almeno 35 anni di contribuzione con un assegno pari ad almeno 1-8,2 volte il minimo ed una penalizzazione tra il 3-4%. Intanto però, prima della prossima riforma pensione, è prevista la settima salvaguardia e la nuova opzione donna già nella prossima legge di stabilità.


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