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4 dicembre 2015

Antibiotico resistenza: Unisa in un progetto a tutela della salute

L’Università di Salerno partecipa a un progetto di ricerca europeo sull’antibiotico resistenza: ecco di cosa si tratta.

La diffusione dell’antibiotico resistenza è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una delle principali minacce per la società odierna.

Con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, l’OMS ha lanciato l’iniziativa della “Settimana mondiale per l’uso prudente di antibiotici” (First World Antibiotic Awareness Week) (16-22 Novembre 2015), nell’ambito di una campagna il cui slogan è stato “Antibiotics: handle with care” (Antibiotici, maneggiare con cura).

La commissione europea è particolarmente attenta al problema della diffusione dell’antibiotico resistenza e questa attenzione è testimoniata anche attraverso il recente finanziamento del progetto di ricerca europeo  denominato ANSWER (“Antibiotics and mobile resistance elements in wastewater reuse applications: risks and innovative solutions”), approvato nell’ambito del programma Horizon 2020.

Il progetto, della durata di 4 anni e il cui avvio è stato ufficializzato in occasione del kick off meeting tenutosi a Vienna il 26 e 27 Novembre scorsi, rientra nelle azioni MARIE Skłodowska-CURIE ITN, ed è stato finanziato per un importo complessivo di circa 3,71 milioni di euro.

Progetto di ricerca europeo sull’antibiotico resistenza: la partecipazione dell’Unisa

Il progetto ha come obiettivo lo studio dei fattori che influiscono sulla propagazione dell’antibiotico resistenza in relazione alle pratiche di riutilizzo delle acque reflue, al fine di valutare i rischi per la salute pubblica e per l’ambiente. Inoltre, il progetto consentirà il reclutamento e la formazione di 15 giovani ricercatori grazie alla istituzione di altrettante borse di dottorato.

Il consorzio coinvolge 10 istituzioni beneficiarie fra Università ed Enti di Ricerca provenienti da 9 differenti Paesi (Austria, Cipro, Germania, Israele, Italia, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Spagna), e con differenti competenze disciplinari che spaziano dall’ingegneria per il trattamento delle acque, alla chimica, alla biologia e alla tossicologia.

Il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Salerno, unico Ateneo Italiano coinvolto nel progetto, è coordinato dal prof. Luigi Rizzo del Dipartimento di Ingegneria Civile.

In risposta al crescente problema della carenza di risorse idriche, le acque reflue urbane trattate sono ad oggi diffusamente riutilizzate in quanto considerate un’alternativa affidabile alle risorse idriche convenzionali.

D’altra parte le tecnologie convenzionali di trattamento non sono in grado di rimuovere efficacemente alcuni microinquinanti (fra cui gli antibiotici) né di controllare la diffusione dell’antibiotico resistenza nell’ambiente. Il ruolo del gruppo di ricerca coordinato dal prof. Luigi Rizzo sarà quello di sviluppare una nuova tecnologia per il trattamento e la disinfezione delle acque reflue urbane e di studiare l’effetto sul trasferimento dell’antibiotico resistenza a coltivazioni irrigate con le acque reflue trattate.


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