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18 maggio 2016

Referendum costituzionale 2016: cos’è, come funziona, cosa cambia

Referendum costituzionale 2016
Referendum costituzionale 2016

Referendum costituzionale 2016

Definizione del referendum costituzionale 2016: cos’è e a cosa serve, come funziona e cosa cambia, significato e ragioni del si e no del referendum di ottobre.

Gli elettori presto saranno chiamati a decidere se cambiare o no la Costituzione.

Anche se ancora non si conosce la data di quando si andrà a votare, Governo e opposizione hanno iniziato a spiegare perchè votare si oppure no.

Con il referendum costituzionale 2016, detto anche confermativo o sospensivo, non sarà necessario raggiungere il quorum: a prescindere del numero dei votanti, vincerà la maggioranza di chi è favorevole o contrario alle riforme presenti nel ddl Boschi. E’ previsto dall’articolo 138 della Costituzione e riguarda leggi costituzionali o di revisione.

Dai sondaggi la percentuale dei favorevoli è in discesa: gli italiani che sostengono il referendum confermativo della riforma costituzionale stanno diminuendo, come i sostenitori di Renzi. All’ultimo referendum della Costituzione del 2006, la maggioranza bocciò la riforma promossa da Berlusconi, mentre nel 2001 ci fu l’approvazione delle modifiche del Titolo V sulle autonomie locali.

Vediamo cosa cambia in breve, quali sono le modifiche di Renzi alla Costituzione e chi è favorevole o contrario alle novità presenti nella riforma del ministro Boschi.

Significato del referendum costituzionale 2016: cos’è, cosa cambia e quando si vota

Il disegno di legge approvato lo scorso 12 aprile è un testo che prevede 41 articoli che modificano la seconda parte della Costituzione Italiana. La legge in breve comporterà delle modifiche a cinque dei sei Titoli attualmente in vigore, e le riforme costituzionali interesseranno il Senato, il Titolo V, le elezioni del presidente della Repubblica e l’abolizione del CNEL.

Con l’approvazione del referendum costituzionale 2016 il Senato perderà potere e ci sarà la fine del bicameralismo perfetto. Il governo che salirà al potere avrà quindi maggiore autonomia perchè basterà il voto della Camera e non più anche la fiducia del Senato.

La Camera potrà legiferare in autonomia, rendendo più celere questo processo perchè non sarà più necessario anche il voto favorevole dell’altro ramo parlamentare. Il numero dei senatori sarà portato da 315 a 100, e quest’ultimi non saranno più eletti direttamente, ma saranno scelti dalle assemblee regionali tra i consiglieri e i sindaci della regione.

La data del referendum costituzionale non è stata ancora stabilità, ma molto probabilmente sarà fissata entro la prima metà di ottobre 2016. Il comitato dei si sottolinea che con le modifiche previste ci saranno tagli alle poltrone, non ci saranno più senatori a vita, ma soprattutto l’iter legislativo sarà molto più celere e sbrigativo. Infatti con l’attuale bicameralismo perfetto, ogni modifica apportata alla nuova legge deve necessariamente essere approvata anche dall’altra Camera per poter andare avanti. Le attuali modifiche, invece, concentreranno il potere in un’unica Camera, che sarà quindi più autonoma e “autoritaria”.

Questo tipo di assetto è aspramente criticato dai contrari alla riforma costituzionale, che temono che l’attuale ddl Boschi, insieme alla nuova legge elettorale italicum, concentri sempre più potere al governo e alla forza parlamentare che lo sostiene.

Perchè votare si o no al referendum costituzionale 2016

Cosa cambia con la riforma costituzionale? Le altre modifiche riguardano il Titolo V: secondo quanto previsto dalla Legge che port la firma del ministro Boschi, ci sarà una riduzione anche dei poteri locali, sempre a favore del governo. In pratica con l’attuale ddl verranno cancellate quelle modifichie apportate con il referendum del 2001, e l’autonomia finanziaria e organizzativa che era stata riconosciuta allora alle regioni, passerà nuovamente allo Stato.

Con il referendum costituzionale 2016 prevede anche alcuni cambiamenti per l’elezione del presidente della Repubblica, che sarà eletto dalle due camere riunite in seduta comune. Non sarà quindi necessaria la partecipazione dei 58 delegati regionali come avviene oggi, e la maggioranza assoluta sarà determinante solo al nono scrutinio (non al quarto come è avvenuto per Mattarella e Napolitano).

Infine il ddl Boschi prevede anche l’abolizione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un organo consultivo che ha la facoltà di promuovere disegni di legge. Appartengono a questo istituto 64 consiglieri che sono scelti dal presidente della Repubblica, dal presidente del Consiglio, e dai rappresentanti delle categorie produttive e associazioni.

Favorevoli e contrari al referendum abrogativo: chi è pro e contro, si e no

Matteo Renzi ha dichiarato che si gioca la carriera politica in questa scadenza: se non sarà approvata la riforma della Costituzione, si dimetterà dal Governo.

Si e no al referendum costituzionale

Si e no al referendum costituzionale

Ad essere favorevoli al referendum confermativo è il PD, Area Popolare e ALA, ossia i “verdiniani”.

E’ contraria alle riforme sostanzialmente tutta l’opposizione: Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e la sinistra.

Minoranze del Partito Democratico, che è la forza politica che più di tutte sostiene il “si, hanno lasciato intendere che il loro appoggio non è così scontato come si potrebbe pensare, e quindi la mancanza di coesione all’interno del partito potrebbe in parte minacciare il buon esito della campagna propagandistica.


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