• Google+
  • Commenta
1 agosto 2010

Risveglio muscolare e stretching post – studio.

Lo studio è il miglior allenamento mentale che possa esistere, tuttavia i benefici che apporta al nostro cervello sono inversamente proporzionali a quelli apportati al nostro fisico.

Stare seduti immobili di fronte ad un libro per ore ha infatti una serie di conseguenze negative:

-* in stato di immobilità la vascolarizzazione è ridotta, così come l’ossigenazione dei tessuti. Ciò comporta un senso di stanchezza generale.
-* Il muscolo a riposo è meno reattivo e tende ad “attaccarsi”: è comune a tutti il senso di “impedimento” ai movimenti avvertito dopo essere stati fermi per ore.
-* Stare piegati su di una scrivania a leggere per tempi prolungati comporta un fastidioso dolore che coinvolge dorsali, spalle e collo.

I problemi analizzati fin ora non devono essere una scusa per gettare i libri e dedicarsi ad altro, al contrario devono rappresentare uno stimolo per il raggiungimento della sempre attuale prescrizione “mens sana in corpore sano”.
Bastano infatti pochi minuti al giorno per eseguire semplici esercizi utili ad evitare che l’attività di studio elasticizzi il nostro cervello atrofizzando il corpo.
E’ possibile raggruppare gli esercizi “anti-atrofismo” in due macro-aree : risveglio muscolare e stretching.

Il significato di “risveglio muscolare” si può evincere già dal senso letterale. Si tratta di “svegliare” i nostri muscoli e prepararli ad affrontare la giornata.
Il principio di tale attività è semplice: bisogna far effettuare ai muscoli i movimenti per cui gli stessi sono preposti.
Generalmente si parte dall’alto verso il basso, muovendo prima il collo ed a seguito gli arti inferiori fino ai piedi. I movimenti devono essere dolci: dopo la fase di riposo è necessario favorire l’afflusso di sangue nei tessuti muscolari rendendo gli stessi più elastici.

Il risveglio muscolare si effettua in genere appena svegli, ma può essere utile anche dopo una intensa e duratura fase di immobilità fisica.

Risvegliare il corpo fa si che lo stesso sia pronto a sostenere una lunga fase i immobilità evitando il seguente senso di pesantezza o ad uscire da una fase di eccessivo “riposo” per affrontare al meglio gli sforzi successivi (anche se dopo aver studiato l’unica fatica è quella che si compie per disfare il letto e mettersi dormire).
Per stretching intendiamo invece una pratica “anti-shock”: effettuare regolari e ripetuti allungamenti dei muscoli consente agli stessi di acquistare una elasticità tale da sostenere eventuali ed improvvisi shock muscolari. Iniziare a correre all’improvviso, ad esempio, può causare dolore o strappi al muscolo ancora freddo. Lo stretching riduce o elimina una eventualità di questo tipo.

Lo stretching è inoltre utile a cancellare quei fastidiosi dolori che spesso coinvolgono spalle e collo dopo essere stati fermi per ore a leggere.
Al contrario del risveglio muscolare, lo stretching generalmente si esegue “dal basso verso l’alto”, partendo dagli arti inferiori fino ad arrivare alla testa. E’ da precisare tuttavia che tale ordine rappresenta solo una pratica generale e non un vincolo: si può tranquillamente iniziare l’attività partendo dai muscoli del collo e continuando verso il basso.

Gli elementi per affrontare al meglio giornate all’insegna dello studio ci sono tutti. Conserviamo gelosamente questi consigli… ed utilizziamoli tra qualche settimana: adesso è il momento di chiudere i libri, riporre le tute e godersi un po’ di meritato mare post-esami. Buone vacanze!

Google+
© Riproduzione Riservata