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1 gennaio 2011

Le mappe concettuali e mentali: due straordinari strumenti per lo studio e il lavoro

Mappe mentali e concettuali, due straordinari strumenti per la memorizzazione delle informazioni da parte del nostro cervello, strumenti utili nello studio e nel lavoro.Il nostro cervello lavora e memorizza molto di più attraverso immagini che attraverso parole.

Studentessa

Studentessa

E’ questo il presupposto dal quale nasce l’idea di rivoluzionare il modo in cui si possono organizzare graficamente dati, informazioni, concetti da ricordare. Che si tratti di lavoro o di studio (e dato il periodo saranno in molti gli studenti alle prese con esami) questi due strumenti possono davvero fare la differenza in termini di efficacia del grado di ritenzione mnemonica.

Dobbiamo considerare che l’abitudine di prendere appunti e di riassumere scrivendo in modo canonico non rappresenta il modo migliore per dare al nostro cervello le maggiori possibilità di ricordo. Questa affermazione rivoluziona drasticamente e si scontra con l’abitudine diffusa di lavorare attraverso la scrittura canonica di riassunti classici fatti di sole frasi.

Sia le mappe concettuali che quelle mentali sono accomunate dal fatto di disporre su di un foglio i concetti spaziati, delimitati da elementi grafici, caselle e simboli, a loro volta collegati tra loro in una relazione di gerarchia di importanza e associazione concettuale. Stando ai due teorici delle due categorie di mappe, ciascuna di esse risulta essere particolarmente indicata per ambiti specifici.

Tony Buzan, teorico delle Mappe Mentali, le definisce come rappresentazione grafica del proprio pensiero. Joseph Novak, teorico delle Mappe Concettuali, le definisce come la rappresentazione delle proprie conoscenze in un grafico. Sembrerebbe che le Mappe Mentali, sfruttando la libertà associativa e creativa del nostro cervello, siano maggiormente indicate per generare pensiero, creare nuove idee, effettuare brainstorming (tecnica di creatività di gruppo dove ciascuno dei presenti propone una propria idea), trovare soluzioni ad un problema.

Le Mappe Concettuali invece, lavorando prevalentemente in base ad una struttura gerarchico associativa dei concetti, sembrerebbero maggiormente indicate per rappresentare in un grafico le proprie conoscenze intorno ad un argomento. Dunque ad esempio nel caso dell’attività di studio potrebbero risultare entrambi validi strumenti, le Mappe Concettuali per “riassumere” e strutturare i vari argomenti da ricordare per gli esami, le Mappe Mentali per prendere appunti durante le lezioni, per generare eventuali riflessioni legate agli argomenti trattati nella “materia” o per espandere con proprie considerazioni teorie, concetti e idee trattate nei libri. Gli studenti potrebbero utilizzare efficacemente tali strumenti anche per organizzare in modo molto più efficace i riassunti scritti e le parti salienti sottolineate nei testi come avviene abitualmente.

I docenti potrebbero pensare a queste mappe come un modo nuovo e maggiormente efficace per semplificare la preparazione di lezioni e seminari. E’ opportuno sottolineare che le Mappe Concettuali si basano sulla costruzione di un vero e proprio schema fatto di parole-concetti, posti in gerarchia consequenziale tra di loro. Nulla vieta ovviamente di creare connessioni e relazioni tra i vari concetti che si susseguono verticalmente in ordine gerarchico.

Invece le Mappe Mentali risultano realmente valide se riescono a tradurre le idee, i concetti, gli argomenti in immagini, forme, simboli e colori.

Le Mappe Mentali infatti sfruttano particolarmente entrambi gli emisferi del cervello, quello sinistro, più logico e razionale e quello destro più intuitivo e creativo. L’idea di fondo è quella di partire da un nucleo centrale (immagine, parola, concetto) e di dispiegare a raggiera tutti i concetti legati e correlati. Ciascun argomento presente come immediato link al nucleo centrale potrà a sua volta dare vita ad altre diramazioni di idee, concetti, aspetti.

Anche nel caso delle seconde diramazioni dal nucleo queste potranno a loro volta, se lo si riterrà opportuno, essere legate tra loro da frecce, linee, immagini. C’è da sottolineare inoltre che, cavalcando lo spirito innovatore dei due teorici, nessuno vieta di combinare i due modelli di mappe. Infatti si potrebbe optare magari per partire con una Mappa Concettuale che disponga gerarchicamente i vari argomenti e dati da ricordare, salvo poi “esplodere” ciascun argomento in rispettive Mappe Mentali che permetteranno di costruire un chiaro, ricco e stimolante “spaccato” dei vari argomenti.

Dal momento che entrambi i tipi di mappe sono stati pensati per assecondare le caratteristiche funzionali del nostro cervello, ed essendo quest’ultimo molto sensibile e recettivo nei confronti del colore e di tutto ciò che “impressiona” la retina oculare, è bene sottolineare che conviene utilizzare molto i colori, rendere vivide le mappe (soprattutto quelle mentali), inserire simboli, forme, disegni..

Più “unici” e “specifici” saranno tali rappresentazioni grafiche.. più aumenterà la possibilità di rendere piacevole ed efficace l’attività di memorizzazione e ricordo per il nostro cervello. Spiegare con le sole parole i due tipi di mappe sembra una sorta di controsenso! Infatti l’ideale sarebbe stato utilizzare anche in questo articolo delle.. mappe (!), molto più chiare, intuitive, dirette rispetto alle sole parole.

Ma bisogna pur sottolineare che le mappe sono “soggettive”: cioè pur ispirate dagli stessi principi di realizzazione, diventano poi però una rappresentazione grafica che utilizza simboli, disegni, immagini del tutto personali.. Questo per sottolineare che una mappa mentale efficace per il sottoscritto non necessariamente lo sarebbe per altre persone.

Ad ogni modo, solo per dare un’idea “grafica” di cosa siano queste mappe si rimanda, alla fine di questo articolo, a due immagini delle rispettive mappe, presi dal web, dove troverete centinaia di altri esempi di Mappe Mentali e Concettuali. On line sono disponibili anche diverse informazioni su questi due strumenti, ma il mio consiglio è quello di andare alla fonte dei due concetti, leggendo ciò che hanno scritto i due rispettivi teorici.

Basta digitare sul web, in un qualsiasi motore di ricerca, i loro nomi o le parole “mappe mentali” e “mappe concettuali” per scoprire i titoli dei libri che trattano i due argomenti. Sono libri molto gradevoli e di facile lettura, che dischiudono un mondo di nuove possibilità per il nostro cervello, la nostra memoria, le nostre performance intellettive. Leggerli e/o studiarli richiederà al massimo qualche ora e vi assicuro che rimarrete impressionati dalla loro ricchezza, utilità ed immediata spendibilità nella preparazione di esami, tesi di laurea, scrittura di saggi, lezioni, seminari, lavoro in generale.

Un augurio particolare rivolto agli studenti: che molti di voi decidano di sperimentare concretamente questi due strumenti, riuscendo in questo modo ad ottimizzare il tempo di preparazione e a superare più brillantemente i propri esami. Provare per credere! Attendo vostri feedback!

Stefano Tassone

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