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12 aprile 2011

A Napoli in mostra il Tesoro di San Gennaro

La mostra si chiama “Le pietre della devozione. Le meraviglie del Tesoro di San Gennaro.” Cinque sono i siti che accoglieranno 150 delle 21.610 opere appartenenti al Tesoro di San Gennaro: il Museo del Tesoro e la Real Cappella di San Gennaro, il Complesso dei Girolamini, il Museo Diocesano e l’Archivio Storico del Banco di Napoli, a cui i visitatori potranno accedere con un unico biglietto integrato.La devozione del popolo partenopeo al suo protettore è totale. Nel corso degli anni, oltre alle preghiere i fedeli hanno rivolto al Santo doni di ogni tipo, con un totale di gioielli, tele e sculture degno del tesoro delle favole. Uno studio di tre anni effettuato da un’equipe di gemmologi e storici d’arte, che ha valutato l’intero patrimonio del Santo più famoso al mondo, ha concluso che la grandezza e importanza del tesoro sarebbe superiore a quello della Corona d’Inghilterra o degli zar.

Occasione ghiotta dunque per cogliere al volo l’opportunità sia di visitare una delle città più belle del Meridione, sia per vedere di persona le cosiddette “Dieci Meraviglie,” ossia i gioielli più preziosi donati al Santo non solo dai cittadini, ma anche da papi, sovrani e regnanti, da Pio IX a Giuseppe Bonaparte, da Carlo III di Borbone a Maria Carolina d’Austria, da Gioacchino Murat ai Savoia.

Il tesoro infatti risulta uno dei pochi perfettamente intatti, mai violato nel corso degli anni: nessun furto o spoliazione di alcun genere ha mai colpito i possedimenti di San Gennaro, per merito dell’antichissima istituzione della Deputazione della Real Cappella di San Gennaro, nata per un voto della città nel 1527. Persino Napoleone Bonaparte, famoso per depredare ogni città in cui si recava, non tolse niente al tesoro del Santo, ma anzi, gli donò un ostensorio in oro, argento e pietre preziose.

Tra le opere più prestigiose che per la prima volta in assoluto lasciano il loro caveau a tutto beneficio degli occhi dei visitatori, ci sono la celebre mitra, realizzata nel Settecento dall’orafo Matteo Treglia e composta da 3964 pietre preziose, e la collana di Michele Dato, composta da 13 maglie di oro massiccio, 700 diamanti, 276 rubini, 92 smeraldi. E ancora sculture argentee, la collana di Dato, il Calice in oro, rubini, smeraldi e brillanti regalato da Ferdinando IV di Borbone, la Pisside gemmata, dono del nipote Ferdinando II, e la Croce episcopale in oro, smeraldi e brillanti, portata da Umberto I e Margherita di Savoia nel 1878.

Uno spettacolo da non perdere.


Marilena Grattacaso

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