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6 aprile 2011

Al festival di Trento la seconda edizione del PREMIO EMMER

Regista e sceneggiatore italiano.

Conquistata negli anni quaranta rinomanza internazionale con numerosi film sull’arte realizzati con Enrico Gras, nel 1950 esordì nel film a soggetto, all’insegna di un neorealismo minore ed episodico, con “Domenica d’agosto”.

Altri film: Le ragazze di Piazza di Spagna (1952), Terza liceo (1953) e La ragazza in vetrina (1960), dopo il quale abbandonò il cinema per la pubblicità e la televisione.
Docente, inoltre, presso l’Accademia ACT MULTIMEDIA di Cinecittà.
Ricordato come un regista di straordinaria sensibilità anche nel racconto della realtà.

In suo onore, il “premio Emmer” che con la collaborazione del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, insieme al Festival di Trento, ricorda così la figura di un autore legato alle montagne e ai luoghi del Festival, ma soprattutto anche al documentario.

Ed è proprio in nome del cinema che incontra anche l’attualità che una giuria, composta dal direttivo del SNGCI, assegnerà alla fine del Festival il riconoscimento al film che meglio esprimerà questo legame.

Ben rappresentato lo scorso anno da Nanga Parbat di Joseph Vilsmaier, il racconto avvincente della tragica spedizione in Pakistan (1970) sul Nanga Parbat nella quale perse tragicamente la vita il fratello di Reinhold Messner, Gunther, travolto da una valanga al termine di un’avventurosa discesa dall’inesplorato versante Diamir.

La Giuria del Premio Emmer vuole sottolineare così, con il Festival di Trento, la particolare sensibilità di un autore come Luciano Emmer che ingiustamente viene spesso ricordato soprattutto come il regista di film attenti al costume e alla commedia, o magari come l’inventore di una sigla che continuiamo ad amare come quella dei vecchi “Caroselli”.

Emmer è stato invece, non solo per i giornalisti cinematografici ma per intere generazioni di appassionati e saggisti, un regista con uno sguardo mai retorico e molto attento al racconto delle vicende umane e dei luoghi che ha amato.

Maria Teresa Violi

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