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21 aprile 2011

Intrappolati nelle commedia al Teatro SalaUmberto

Teatro-Danza
Intrappolati nelle commedia

Intrappolati nelle commedia

Intrappolati nelle commedia al Teatro SalaUmberto dal 30 aprile 2011.

Spettacolo teatrale di Claudio Greg Gregori “Intrappolati nella commedia”, con Lillo e Greg, per la regia di Mauro Mandolini.

In breve lo spettacolo narra di Lillo e Greg stanno facendo un sopralluogo teatrale per il loro spettacolo, quando iniziano a comparire dal buio i materiali di scena della commedia Una moglie per Thomas, che aveva preceduto la loro in cartellone.

Compaiono anche gli attori che iniziano a trattarli come se facessero parte della compagnia.

Il duo realizza di essere stato trasportato in una dimensione metateatrale in cui Una moglie per Thomas si ripete all’infinito. Presi dal panico faranno di tutto per scappare.

A parte un idea basilare ormai diffusa tra le prove d’autore di ogni artista,il teatro nel teatro,la messa in scena della stessa ha in questo “caso” un tinteggiare più eclettico rispetto all’abito drammaturgico usuale; perché il complesso espressivo è un reale,ed ennesimo da parte dei due comici, esperimento di comicità, dove Lillo e Greg rimangono fedelissimi ai loro modelli,nonché a loro stessi. l’impronta stilistica risulta davvero convincente, tanto che risulta plateale il loro divertimento(non sarà un caso che a Lillo scapperà da ridere per davvero), e altresì esplicito è l’atto generoso di “rendere spazio“ ai loro colleghi in scena,che si dimostreranno istrioni e versatili.

Persino la regia incalza il ritmo vivido di una drammaturgia dialogica fatta di “battuta”. E non solo. Il disegno luci si manifesta come un Arlecchino a servizio dei padroni in una sorta di dinamismo senza respiro, in una sfera pollockiana di continui appoggi di movimenti che seguono attori e scena. Gli sbalzi temporali, che affastellantamente si intrecciano in un crescendo senza fine all’interno di ogni singolo blocco scenico,volendo posso aprire un varco sul teatro tradizionalista che impera la mal-educazione del pubblico, prendondone in giro i suoi tratti piu comuni con il risultato di un surreale ibridato ad un grottesco composto e lineare.

Però i quadro scenografico semplice, che si raccorda ai salti temporali non basta e tenere intatta la figura e la vita dello spettacolo, nella misura in cui il finale è forzato da un senso auto celebrativo,dettato da un testo che avrebbe fatto bene ad essere chiaramente piu breve di quel che si è presentato. Finale da rivedere.

Mauro Racanati

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