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29 Maggio 2011

Aspettando il Fantafestival

Preparandosi alla XXXI edizione del Fantafestival (Mostra Internazionale dei Film di Fantascienza e del Fantastico, Roma 9 -19 giugno 2011), gli organizzatori hanno permesso quest’anno la realizzazione di una sorta di pre-festival.

Costituito in due parti, il doppio evento può essere visto come una sorta di antipasto, come un esercizio di riscaldamento, come l’equivalente cinematografico di un gruppo spalla.

Dopo la prima serata, tenutasi il 6 maggio a Roma, Aspettando il Fantafestival avanza con la sua seconda e ultima parte. Se l’apertura era stata consegnata a The Museum of Wonders di Domiziano Cristopharo, la chiusura non poteva che essere del cult dei cult: The Rocky Horror Picture Show.

Già superlativo come prodotto cinematografico, lo spettacolo è stato arricchito con un secondo show, tenuto dalla compagnia teatrale romana The Sweet Transvestites, diretta da Laura Celestini e Giulia Bandini.

Rispettando le origini teatrali della pellicola, derivate dalla messa in scena nel 1973 di The Rocky Horror Show, diretto dallo stesso autore che si occuperà poi di trasporlo cinematograficamente nel 1975, Jim Jim Sharman per l’appunto, la compagnia di teatranti romani ha accompagnato il film con una sorta di mimo, realizzando una specie di spettacolo nello spettacolo.

Rendendo omaggio agli spettacoli della mezza notte e alla tradizione teatrale intrinseca al titolo proposto, i Sweet Transvestites, oltre a inscenare il musical, interagivano con il pubblico, creando un terzo spettacolo che si andava a fondere e a compattare con la double feature.

Getti d’acqua, biciclette scorrazzanti tra le file, coriandoli, riso e carta igienica gettati sulle teste degli spettatori incrementavano il divertimento del pubblico, disposto ad abbandonare le poltrone per unirsi alle danze sfrenate sia della compagnia di Tim Curry che di quella di Celestini e Bandini.

Insomma un vero e proprio paradigma di ciò che può essere riconosciuta come l’essenza del Fantafestival, ovvero un contesto nel quale il pubblico non è destinatario passivo ma, al contrario, egli è parte integrante dell’intero evento.

Vetrina di genere, il Fantafestival è sempre stato molto più che una semplice rassegna. Per la scorsa edizione, autori del calibro di Roger Corman hanno dialogato con il pubblico in un contesto dimesso e familiare come quello del Nuovo Cinema Aquila.

Dopo un apertura così, vogliamo essere più che fiduciosi in merito alla riuscita di questa XXXI edizione.

Serena Calabrese

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