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16 Maggio 2011

La canzone napoletana tra tradizione e contaminazione. Ciro Sciallo incontra i ragazzi all’università Federico II di Napoli.

La canzone rappresenta il termometro di un popolo. Attraverso delle semplici note, spesso si racchiudono sentimenti, sensazioni, desideri e passioni di gran parte delle persone. Senza limiti di età.

Già proprio perchè la musica è un fenomeno popolare che unisce, anche le generazioni.

Questo fenomeno poi è ancora più visibile quasi “tangibile” se l’attenzione si sposta ad analizzare il repertorio musicale della città di Napoli.

La tradizione napoletana è fitta di generi musicali, di talenti, e di affermate realtà che si sono imposte all’ombra del vesuvio.

Per avvicinare i ragazzi alla canzone popolare napoletana, i proff. Alberto Baldi, Gianfranca Ranisio, Lello Savonardo della facoltà di sociologia dell’università Federico II di Napoli, nell’ambito del laboratorio di Antropologia teatrale e di etnomusicologia il prossimo 16 maggio 2010 hanno organizzato un incontro dal titolo “La canzone napoletana tra tradizione e contaminazione”.

A questo lavoro prenderà parte in qualità di ospite una delle figure maggiormente caratteristiche della canzone partenopea. Mi riferisco al musicista Ciro Sciallo.

Alla presentazione dell’evento, abbiamo avvicinato il prof Baldi che ha così commentato ” Mi sembra opportuno far conoscere ai ragazzi le bellezze delle canzoni che sono caratteristiche della nostra città. Un popolo così numeroso come quello partenopeo riesce forse meglio di altre realtà ad immedesimarsi in alcune canzoni. La riscoperta di tutta la musicologia passata servirà anche a creare uno studio delle canzoni che hanno fatto da colonna sonora ad intere generazioni di persone. Anche e grazie alla testimonianza del nostro ospite, potremo far capire ai ragazzi l’importanza di un elemento quale quello musicale, che è stato trasportato con successo anche oltre i confini nazionali”.

Marco Cristofaro

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