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9 Maggio 2011

Pale Eoliche: benefici agricoli dalle bellezze hitech

La tecnologia condurrà l’uomo oltre i confini del reale, in dimensioni adornate da nuove forme di natura artificiale.

Le grandi pale eoliche che oggi sovrastano impetuosamente le nostre colline, domani potrebbero diventare il simbolo “hitech” del nostro tempo e della bellezza del progresso. Tali impianti rappresentano il futuro ecofriendly, una necessità di carattere climatico e politico.

Recenti studi condotti dai ricercatori del Dipartimento di studi atmosferici dell’Università del Colorado dimostrano che l’aria mossa dalle pale eoliche, accelerando gli scambi di energia fra il suolo e l’atmosfera è in grado di ridurre la temperatura durante l’estate e di aumentarla in autunno. Grazie alle temperature miti, alcune coltivazioni crescono più floride, incrementando la capacità di sfruttare l’anidride carbonica.

I benefici apportati alla qualità dei raccolti derivano, altresì dalle turbine, i cui movimenti riducono l’umidità, rendendo le piante più resistenti ai parassiti.

L’architetto Bernardo Secchi, uno dei più grandi paesaggisti italiani, ha espresso un’opinione innovativa sull’eolico:” I rotori eolici sono tra i pochi materiali rappresentativi di interi paesaggi che riprendono una grande tradizione del design moderno; un disegno essenziale e funzionale che si affida a nuovi materiali in grado di interpretare il nostro rapporto con l’ambiente, in questo caso rappresentato dal vento. Il modernismo dell’eolico sta dando una grande lezione all’architettura”.

Aldilà di tutto, non mancano, specie in Italia, novelli Don Chisciotte pronti a schierarsi sul fronte della retrogradazione e della tutela del paesaggio e a lottare contro i mulini a vento, appunto.

Fa parte della coscienza collettiva umana quel sentimento nostalgico, a tratti romantico, che attribuisce elogi al passato ed esegesi al futuro. Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha saputo erigere templi e cinte, ponti e cattedrali così da concedere ai posteri la visione della bellezza, ergo il trionfo della vita sulla morte.

La nostra civiltà, interagendo con la natura, osservandone attentamente i meccanismi, ha edificato meraviglie artistiche irte di valori subliminali, degli eterei riflessi del tempo adagiati all’ombra del libro della vita. La tecnologia ed il progresso riducono le distanze scalfendo le piccole imperfezioni della natura ma non le velature poste a protezione della verità.

L’uomo crea, consuma, distrugge, annichilendo nel frastuono della bellezza creata e nel mistico silenzio della natura, lasciando ai posteri ulteriore prova del suo dominio. Ci stiamo avvicinando ad una nuova fase, un’epoca di risveglio, di catarsi.

La tecnologia condurrà l’uomo oltre i confini del reale, in dimensioni adornate da nuove forme di natura artificiale. Le grandi pale eoliche che oggi sovrastano impetuosamente le nostre colline, domani potrebbero diventare il simbolo “hitech” del nostro tempo e della bellezza del progresso. Tali impianti rappresentano il futuro ecofriendly, una necessità di carattere climatico e politico.

La verità è che il progresso non può essere ostacolato, semmai plasmato all’insegna dello sviluppo sostenibile.
Frederich Nietzche ebbe a dire:” La felicità non è fare ciò che si vuole, ma volere ciò che si fa”.

Antonio Migliorino

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