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22 maggio 2013

Energie Rinnovabili. Le università passano alle rinnovabili. I casi di inquinamento nelle università italiane

Le energie rinnovabili vengono riconosciute per la loro importanza ma messe da parte per l’impegno che richiedono: lo stato non ne favorisce la fruizione al pubblico.

I privati cittadini, infatti, non vengono aiutati e, purtroppo, molti non hanno le possibilità di usufruire di risorse ecologiche e economiche quali le energie rinnovabili.

Ma cosa sono e sopratutto quali sono le risorse rinnovabili?

  • Energia solare:  È decisamente tra le rinnovabili la più conosciuta e pubblicizzata, questo perché possiede molti vantaggi: è inesauribile, è una risorsa d’immediata reperibilità ed è pulita perché ci arriva attraverso i raggi del sole. L’energia solare può essere utilizzata per generare elettricità (fotovoltaico) o per generare calore (Il solare termico). Nel primo caso vengono utilizzati i noti impianti fotovoltaici i quali sfruttano l’energia solare trasformandola in elettricità. L’impegno dello Stato per favorirne la diffusione è stato, negli ultimi anni, piuttosto notevole ma non sufficiente per garantirne un’eccellente riuscita. Nel secondo caso si tratta di un metodo atto al riscaldamento dell’acqua grazie all’energia solare, evitando l’utilizzo di scaldabagni o gas naturale, i quali consumano e inquinano.
  • Energia eolica: L’energia eolica è il prodotto della trasformazione dell’energia del vento in altre forme di energia (elettrica o meccanica). Per sfruttare l’energia del vento vengono utilizzati gli aerogeneratori: come dei vecchi mulini, il vento che spinge le pale; in questo caso, il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso ad un generatore che produce elettricità. È certamente tra le energie rinnovabili quella più diffusa al mondo e ha fatto registrare un incremento di oltre il 30% tra il 2007 e il 2008. In Italia l’eolico copre solo il 20% dell’energia alternativa prodotta e, purtroppo, se ne parla piuttosto poco.

  •  Energia idroelettrica: L’energia idroelettrica è una fonte di energia pulita e tra le rinnovabili perchè ricavata dalla forza dell’acqua. Il flusso d’acqua di un lago, un fiume o un bacino artificiale può trasformare la sua forza in energia di pressione.Questa energia, in seguito, alimenta un generatore che la converte in elettricità.
  • Energia geotermica: L’energia geotermica tra le rinnovabili è generata da fonti geologiche di calore. Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra (geotermia), alimentata dall’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l’uranio, il torio e il potassio, presenti all’interno della Terra. Per quanto sia indipendente dai cambiamenti climatici, è utilizzata per usi prevalentemente locali poiché è difficilmente trasportabile.
  • Energia delle biomasse: E’ possibile ottenere una fonte di energia pulita dai materiali di scarto di origine organica. Per biomassa si intende la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. L’utilizzo delle biomasse non contribuisce ad aggravare il fenomeno dell’effetto serra poiché la quantità di anidride carbonica rilasciata in atmosfera durante la decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente sia che avvenga a seguito di processi di conversione energetica è pari a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa: non c’è, dunque, alcun rischio di inquinamento.

Oggi sono tante le aziende che passano e scelgono le energie rinnovabili e diverse sono le ragioni di ordine economico e ambientale che spingono verso queste scelte. Le rinnovabili sono un connubio indiscutibile fra risparmio e rispetto dell’ambiente.

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Purtroppo è anche vero che non sempre le nostre università hanno vantato e tutt’oggi vantano passi avanti in ambiente ed energia e in materia di rinnovabili. Molte università non sono ancora orientate alle rinnovabili, ma ancora più grave sono i casi di cronaca di inquinamento delle università Italiane.

E’ il caso dell’Università degli Studi di BERGAMO, parliamo di circa un anno fa, quando la sede universitaria bergamasca di via Caniana è stata chiusa un mese, durante la stagione estiva, per la rimozione dell’amianto dal tetto. Fortunatamente tutto era stato messo in sicurezza con una copertura protettiva, ma la spinta ultima per iniziare i lavori è arrivata dalla richiesta fatta dall’assemblea del personale tecnico-amministrativo a rettore, senato accademico e a studenti e docenti.

Nella richiesta si esprimeva preoccupazione e si chiedeva di “trovare una soluzione nel rispetto della sicurezza di tutti i frequentatori dell’Università”.

Come non dimenticare il caso delL’ Università degli Studi di TORINO: anche in questo caso si tratta di amianto. Due professori, Andrea Brero, ricercatore universitario al dipartimento di Economia della facoltà di Scienze Politiche, e Gianni Mombello, professore di Storia della Lingua Francese, sono deceduti per mesotelioma pleurico, il cancro ai polmoni correlato all’esposizione all’amianto. Entrambi avevano l’ufficio in via Sant’Ottavio 20, la sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino ed è proprio lì che, secondo quanto stabilito la procura, i due docenti hanno respirato polveri di amianto, causa della malattia da loro contratta. Nell’ottobre del 1999 iniziò la rimozione dell’amianto ma pare non sia stata fatta in sicurezza: i pannelli di eternit rimossi erano stati lasciati in cortile in balia delle intemperie. Le polveri nate da questi spostamenti e dalla mancata sicurezza ha fatto il resto.

Di tutta attualità il caso delL’ Università degli Studi di MILANO-BICOCCA: a poche centinaia di metri dall’Università esiste una vera e propria discarica a cielo aperto dove sono stati ritrovati cerchioni di automobili, vetri rotti e oggetti di vario genere.

Non ultima in ordine di gravità il caso dell’ Seconda Università degli Studi di NAPOLI: dove alcuni docenti sono stati componenti della commissione che ha aggiudicato l’appalto alle imprese del gruppo Impregilo Fiat per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, quasi ultimato in un’ area già caratterizzata da un inquinamento ambientale superiore a quanto previsto per legge (sarà praticamente impossibile, pertanto, farlo funzionare dal momento che sono state disattese le prescrizioni del 2005 della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente relative agli interventi da realizzare per diminuire l’inquinamento ambientale).

Vari docenti, a titolo personale, si sono distinti per le loro collaborazioni in materia di rinnovabili, come Commissari di Governo assumendo anche incarichi di elevata responsabilità nelle costose ma infruttuose attività connesse al problema dei rifiuti.

Ma a ragione di cronaca è anche vero che molti altri docenti e vertici universitari hanno mostrato enorme disattenzione in rinnovabili. I casi di speculazioni in materia ambientale che vedono coinvolte le università sono diversi.

Il caso dell’Università degli Studi di CATANIA: la Procura di Catania guidata dal pm Giovanni Salvi indaga sulle consulenze milionarie del Cutgana, il Centro universitario per la tutela e gestione degli ambienti naturali dell’Università etnea. Qualche giorno fà sono stati acquisiti gli articoli di Livesicilia Catania che hanno sollevato lo scandalo che ha portato alle dimissioni di Angelo Messina, presidente della Fondazione Cutgana.

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