• Google+
  • Commenta
27 Maggio 2011

The Wholly Family

Dopo i poco riusciti I fratelli Grimm e l’incantevole strega e Tideland – Il mondo capovolto, reduce dall’incerto Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, Terry Gilliam torna al cinema, approcciandosi ad esso con quello che potremmo definire un respiro molto più ampio e rilassato.

The Wholly Family è un corto di 20 minuti, realizzato grazie alla co-produzione fra la PesceRosso Comunicazione e Design e l’Antico Pastificio Garofalo. Saldamente legato ad un progetto di brand entertainment, le due aziende hanno portato avanti questa coproduzione cinematografica, coinvolgendo il regista cult.

La potragonista indiscussa dell’intero corto è Napoli. Una città multiforme, ricca di fascino, ma al tempo stesso ridondante di un inquietante alone di mistero. La struttura porta già in seno la firma autoriale del regista: girovago in una terra sconosciuta, ma solamente ai suoi occhi magica, un bambino/bambina/uomo viene talmente rapito dalle stranezze del luogo, tanto da perdervisi dentro.

Da qui ha inizio ciò che tutti noi abbiamo avuto il piacere di vedere attraverso gli allucinati e mescalinici viaggi di Raoul Duke e del Dr. Gonzo in Paura e delirio a Las Vegas, il futuristico e disturbante spostamento attraverso la dimensione onirico-spazio-temporale di James Cole in L’esercito delle dodici scimmie o ancora l’amara realtà parallela di Jeliza-Rose in Tideland.

In The Wholly Family a perdersi è un simpatico e sveglio bambino di 10 anni (Nicolas Connolly). Assillato dai litigi fra il padre (Douglas Dean) e la madre (Cristiana Capotondi), entrambi americani benestanti, Jack decide di farsi strada autonomamente. Fra le bancarelle di una chiassosissima Napoli, il piccolo viene incantato da una statuina di un venditore ambulante (Sergio Solli). Questi mostra al bambino gli altri suoi capolavori, passandoli in rassegna davanti agli occhi di Jack alla stregua di un incantatore di serpenti.

Dopo essere stato ben rimproverato dai genitori per la sua fuga improvvisa, il piccolo viene messo in punizione e mandato a letto senza cena, nè tv. Ma Jacky sa già come tenersi compagnia. Tira quindi fuori la statuetta di Pulcinella che aveva rubato al venditore, ma questa risulta essere animata erichiama a se gli altri Pulcinella, tutti spaventosamente e dispettosamente sadici.

Lungo l’intero corto sembra di assistere ad una sorta di estetizzazione rimodernizzata della commedia dell’arte, che si avvale dei propri segni semantici per elevarsi come una sorta stendardo codificato di una città, nota per la sua spettacolarizzazione del quotidiano. Basta pensare a quei mercati, ricchi di venditori che, nella vita vera, attirano e mercanteggiano come se fossero i protagonisti di un qualche spettacolo itinerante.

Il regista ha colto le note di questa Napoli, restituendole attraverso il suo immaginario visivo, ricco di inquietudini pronte ad esercitare la loro fascinazione sul pubblico, rapendolo alla stregua dei suoi personaggi.

Insomma una piccola chicca che non paventa nessunissima pretesa, ma che si erge come canto poetico di un autore visionario nei confronti di una città ricca di contraddizioni.

Regia: Terry Gilliam;
Sceneggiatura: Terry Gilliam;
Fotografia: Nicola Pecorini;
Casa di Produzione: Blue Door;
Cast: Cristiana Capotondi, Douglas Dean, Nicolas Connolly, Sergio Solli, Renato De Maria, Antonio Iuorio, Nico Cirasuola;
Durata: 20′

Serena Calabrese

Google+
© Riproduzione Riservata