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8 giugno 2011

I Guardiani del Destino, la recensione

“I guardiani del destino”, il thriller che porta l’amore nella fantascienza, dal 17 giugno al cinema.Il prossimo 17 Giugno arriva al cinema “I guardiani del destino“, un film che fonde insieme l’amore, la fantascienza e la commedia per la regia di George Nolfi.

Sullo sfondo di New York, Matt Damon interpreta David Norris, un membro del Congresso che sta cercando di raggiungere la nomina di Senatore degli Stati Uniti e la sua corsa viene interrotta da un articolo spiacevole che porta soltanto guai. Ma, quando egli si rifugia nella toilette dell’hotel Wardof per prepararsi un discorso per la platea, incontra una ballerina affascinante (Emily Blunt) ed è amore a prima vista.
L’incontro fortuito però non si rivela casuale e in tutto quello che accade di lì a poco, giocano un ruolo fondamentale i cosiddetti “guardiani del destino” che vogliono far andare le cose in un certo modo, come stabilito in precedenza.

I guardiani del destino” infatti è un film che ricorda la fantascienza e le dinamiche di altri film come “Inception” e “Minority Report“, coinvolgendo il pubblico in una corsa ricca di azione e adrenalina, ma anche intrisa di sentimento ed emozioni.

Sembra che Bourne abbia riscoperto la capacità di amare, poichè il ruolo di Matt Damon ricorda molto quello da lui ricoperto nella serie “Bourne Identity” per azione e pathos, ma è qui arricchito da una storia d’amore profonda e intensa, resa bene anche grazie ad Emily Blunt, perfetta nel suo ruolo e accanto allo stesso Damon.

Il regista Nolif, che alcuni ricordano come sceneggiatore di “Ocean’s Twelve“, “The Sentinel” e “The Bourne Ultimatum”, è riuscito a raccontare una storia intrigante e coinvolgente con uno stile elegante e pulito, ma anche molto al passo con i tempi. L’azione non manca e lo spettatore rimane incollato alla poltrona per tutte le due ore di proiezione, sentendosi parte della corsa della coppia verso la felicità e la soluzione di un’intricata questione governativa e personale che non lascia molte vie di scampo.

Tutto ruota intorno al tema del libero arbitrio e della possibilità dell’uomo di scegliere il suo futuro e la sua vita, ora dopo ora, forse a tratti tema difficile che può cadere nella ripetitività e in risvolti della trama scontati, ma Nolfi è riuscito a renderlo nel giusto modo, equilibrando diversi generi cinematografici con chiarezza e parsimonia.

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