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30 agosto 2011

L’Aquila: Le Conseguenze del Terremoto

Map Aquila

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Il 6 aprile 2009 L’Aquila periva a causa del terremoto. Dolore, sgomento, terrore. Un’intera città rasa al suolo.

I sogni degli incolpevoli aquilani, sepolti sotto un cumulo di macerie, sbiadiscono in un lampo lasciando un vuoto incolmabile; un silenzioso deserto di dolore.

Quegli istanti infiniti segnarono profondamente gli animi dell’Italia intera. Aprirono lancinanti ferite; deleteri e subdoli baratri interiori. Tuttavia, i segni lasciati dal terremoto non riguardano solo i beni materiali delle persone. Al di là dell’ecatombe, v’è un invisibile ed ancor più nefasto danno; un microcosmo inconscio destinato ad incidere sulla psiche delle persone.

Secondo uno studio condotto da ricercatori italiani le persone affette da Disturbo post-traumatico da stress appaiono maggiormente predisposte ad un’alterazione cognitiva dell’ambiente.

I ricercatori delle Università La Sapienza di Roma e dell’Aquila hanno dimostrato che i soggetti affetti da DPTS presentano un deficit nella formazione di una mappa cognitiva dell’ambiente. In sostanza, gli eventi nefasti della vita possono concitare disturbi percettivi e difficoltà di apprendimento e rendere i soggetti affetti dal Dpts vulnerabili a qualsivoglia mutamento.

Il Disturbo Post- Traumatico da Stress (DPTS) è una sindrome caratterizzata da invalidanti sintomi comportamentali ed emotivi, riscontrabile in alcuni soggetti che hanno subito un grave trauma psicologico. Secondo la scienza moderna, il Dpts è correlato a disarmonie strutturali dell’ippocampo: la parte del cervello che regola i processi di consolidamento della memoria.

I ricercatori, coordinati dal Prof. Michele Ferrara dell’Università dell’Aquila, hanno scandagliato minuziosamente il comportamento di giovani studenti, residenti nell’epicentro del sisma, con un test d’apprendimento spaziale.

“I soggetti esaminati– spiega Ferrara – sono studenti aquilani evidentemente traumatizzati dal sisma. Infatti, metà dei partecipanti presentava i sintomi tipici del Dpts, conseguenti al terremoto dell’Aquila. Gli studenti che avevano riportato il disturbo nel periodo successivo al terremoto, impiegavano oltre il doppio del tempo rispetto agli altri colleghi sani, per realizzare in modo corretto la mappa cognitiva dell’ambiente.

Il prossimo step di questo studio, dovrebbe andare oltre la verifica delle prestazioni spaziali. Con una risonanza magnetica strutturale e funzionale proveremo ad esplorare direttamente quello che succede al cervello, verificando l’effettiva esistenza di danni anatomici e anomalie funzionali dell’ippocampo, per metterli in relazione sia con i deficit comportamentali sia con i disturbi del sonno.

Soltanto in tal modo, potremo capire meglio fino a che punto, un trauma come il terremoto possa obnubilare la mente delle persone”.

Antonio Migliorino

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