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22 novembre 2013

Terremoto del 1980 Irpinia: 23 novembre a 33 anni dal terremoto giornata della memoria

Con circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti, il terremoto del 1980 ha rappresentato una pagina terribile della nostra storia.

Terremoto 1980

Terremoto 1980

In poco più di un minuto la Campania si ritrovò con paesi distrutti, vite spezzate e la geografia dei luoghi alterata.

Il terremoto del 1980. In data 23 novembre 1980 alle ore 19:34 una forte scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un´area che si estendeva dall´Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza.

Uno dopo l´altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati.

Molti giovani da ogni parte di Italia spontaneamente si precipitarono nelle zone terremotate per testimoniare in modo concreto la propria solidarietà, quella fu una mobilitazione popolare della quale dobbiamo andare tutti fieri.

Sono passati 33 anni dal terremoto del 1980 che ha segnato profondamente la storia del nostro Paese e noi oggi vogliamo mantenere vivo il ricordo di quella pagina fatta di sofferenze, di promesse mancate, ma  anche di speranza e tanta solidarietà.

Non esiste risarcimento per certe sofferenze e per certe lacerazioni ed oggi abbiamo la possibilità ed il dovere di cancellare il diaframma tra passato e presente costruendo il muro della memoria reale e virtuale conservando ricordi, notizie e storie che ci vi vengono trasmesse  da chi ha vissuto in prima persona la tragica esperienza del terremoto.

Oggi, noi vogliamo degnamente ricordare i caduti di quel tragico giorno con la celebrazione della Giornata della Memoria come momento di riflessione comunitaria attraverso il racconto e la testimonianza di Ester Califano che non ha voluto dimenticare, ma che a distanza di tanto tempo, ha preferito conservare la memoria storica del terremoto del 1980.

Terromoto Irpinia

Terromoto Irpinia

Che cosa ricorda in particolare del giorno del terremoto del 1980? “La cosa che più mi colpì fu proprio quell’insolita calura, quasi estiva, nonostante fossimo nel periodo di novembre.

Ciò che ricordo particolarmente è, senza alcun dubbio, il boato…il boato che precedette la scossa fu qualcosa di indescrivibile, paralizzante e pietrificante… non ci diede neanche il tempo di pensare e di renderci conto di cosa stavo accadendo. In un attimo tutto si trasformò in un inferno…assistetti incredula e spaventata ai crolli di case e di interi palazzi, sentivo il rumore dei vetri che esplodevano, urla e pianti della gente terrorizzata.

Quei  90 secondi furono interminabili trascinando dietro di sé morti e distruzioni tra un continuo susseguirsi di crolli e disperazione a cui seguì solo silenzio, il silenzio per rendersi conto che quello che i miei familiari, amici  e compaesani avevano costruito con anni di sacrifici era andato distrutto sconvolgendo definitivamente le nostre vite ”.

Perché ci furono così tante polemiche riguardo i soccorsi? “Non vi furono i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci.  Non potrò mai dimenticare i gemiti, le grida di disperazione e di richieste d’aiuto delle persone sepolte vive provenienti dalle macerie. Fu tutta l’Italia, all’epoca, a farsi trovare impreparata all’evento: non esisteva una Protezione Civile, né tantomeno qualcuno in grado di coordinare  i soccorsi. Zone che rimasero isolate per settimane, basti pensare che ancora oggi, più di trent’anni dopo, alcune di esse risultano difficilmente raggiungibili a causa della mancanza di collegamenti…figuriamoci in quegli anni ”.

Vittime del Terremoto

Vittime del Terremoto

Dal suo racconto è evidente che Il terremoto dell’80 può essere senz’altro definito come un evento che ha sconvolto la geografia, così come la memoria delle persone lasciando tracce indelebili. Ma quali sono i reali motivi per i quali, da queste parti, il sisma è una ferita ancora aperta? “La ricostruzione è costata quasi 20 volte di più dell’importo previsto e mai terminata, anche nella mia città – Nocera Inferiore.  Un terremoto che dovrebbe essere ricordato per l’incredibile numero di vittime, feriti e sfollati ed invece viene irrimediabilmente associato a sprechi di fondi pubblici e politica clientelare. Qui a Nocera Inferiore ci sono ancora famiglie che vivono nei container…tutto questo è vergognoso”.

Ma oggi è 23 novembre, è il giorno del ricordo: molti sindaci indosseranno la fascia tricolore senza pudore e vergogna e senza la necessità di dover chiedere scusa ad una terra prima distrutta dal terremoto e  poi dilaniata per decenni dalle classi politiche regionali e quelle centrali ”.

Le parole di Ester Califano così intrinseche di dolore per le sofferenze patite, ma anche cariche di umanità scavano dentro noi ricordi, ma ci trasferiscono anche i propositi della ripresa contro le avversità.

Oggi, a distanza di 33 anni dal terremoto, “sentiamo” ancora il bisogno di conoscere e di celebrare per responsabilizzare le future generazioni tramandando loro la storia del Nostro Paese.

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