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20 novembre 2011

Bologna: riflessioni sulla schiavitù nell’Italia di oggi

Braccianti agricoli sfruttati senza pietà, baby-prostitute, clochards, prigionieri (sia delle sovraffollate carceri italiane che dei CIE), morti sul lavoro: sono questi, ed altri ancora, i protagonisti di “Sparategli! Nuovi schiavi d’Italia”, libro scritto dal giornalista di Redattore Sociale Jacopo Storni che sarà presentato martedì 22 novembre alle 18.00 alla libreria Feltrinelli di Piazza Ravegnana a Bologna.

Il libro di Storni, suddiviso in 22 capitoli raggruppati in sei “aree tematiche” (schiavi, baraccati, disperati della strada, perseguitati, prigionieri e morti), si presenta come un lungo ed appassionato viaggio all’interno di quello che si può definire a ragione il Terzo Mondo d’Italia: le persone che l’autore ha incontrato sulla sua strada hanno subito, e in molti casi subiscono tuttora, trattamenti e privazioni che in un Paese civile quale è (o dovrebbe essere) l’Italia non dovrebbero in alcun modo essere tollerati.

Sono storie difficili da digerire, quelle documentate dall’autore, storie che, messe in fila, rappresentano uno spaccato agghiacciante di quella che può essere, in pieno Ventunesimo secolo, la vita in Italia: gli immigrati raccontati da Storni sono costretti a sopportare turni di lavoro massacranti in cambio di una paga da schiavi, a vivere ammassati come sardine in tuguri inabitabili (e questo quando va bene, perché nei casi peggiori devono dormire all’addiaccio) e in condizioni igieniche indescrivibili, e come se non bastasse devono pure stare attenti a non finire ammazzati di botte o bruciati vivi. In alcuni casi, come si legge negli ultimi capitoli, ad ucciderli non sono neppure le bastonate o i pugni, ma l’impossibilità di avere cure mediche decenti perché “clandestini” o l’inesistenza di qualsivoglia misura di sicurezza sul luogo di lavoro.

Dalle pagine del libro non esce però soltanto la disperazione delle vittime: a poco a poco affiora anche l’intolleranza che permea molti italiani, e non soltanto i carnefici veri e propri, vale a dire i datori di lavoro che sfruttano questa gente e i picchiatori razzisti, ma anche cittadini comuni, che con le loro parole, spesso dettate dall’ignoranza, portano alla luce quello che l’autore definisce “il lato oscuro di un’Italia talvolta egoista e arroccata su se stessa, dove ognuno di noi è complice, diretto o indiretto, delle condizioni più drammatiche in cui vivono i migranti”. Ci troviamo quindi di fronte ad un volume che illustra “…i disagi e le sofferenze cui sono sottoposti gli immigrati, ma anche le responsabilità del paese che li ospita”, come ha efficacemente sintetizzato Ettore Mo, autore tra l’altro della prefazione al libro di Storni.

Di tutti questi argomenti si parlerà martedì sera alla presentazione del libro: saranno presenti, oltre all’autore, anche Amelia Frascaroli, già candidata alle primarie del centrosinistra per le ultime elezioni comunali ed attuale assessore alle politiche sociali del Comune di Bologna, e Mauro Sarti, giornalista di Redattore Sociale e docente di Comunicazione Giornalistica nel corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna.

Andrea Mari

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