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9 novembre 2011

Unitn: Età e lavoro

Gli psicologi delle organizzazioni indagano sulla gestione delle risorse umane, sull’organizzazione del lavoro e sui percorsi di carriera dei lavoratori anziani.

Significativa la partecipazione internazionale attorno a un problema
particolarmente sentito Rovereto, 9 novembre 2011 – Come motivare al lavoro persone al termine della carriera e far loro posticipare il pensionamento? Come favorire la promozione e l’acquisizione di competenze tra i lavoratori maturi e promuovere il confronto
generazionale nei luoghi di lavoro? È possibile gestire le risorse umane tenendo conto delle differenze d’età, cercando anche di evitare la diffusione di stereotipi negativi sui lavoratori maturi? Di rado i riflettori dei media si accendono sui problemi di tipo psicosociale connessi all’innalzamento dell’età pensionabile e all’invecchiamento della popolazione lavorativa. Più spesso, infatti, l’opinione pubblica e il dibattito politico ed economico si concentrano sulle questioni relative alla tenuta dei conti pubblici o all’efficacia e produttività delle forze di lavoro più anziane, privilegiando un approccio macro-economico o aziendale al problema.

Eppure un’analisi di carattere psicosociale può rivelarsi particolarmente utile per comprendere appieno quanto sia decisivo il ruolo dell’età nei contesti lavorativi. Lo sanno bene gli oltre cinquanta psicologi delle organizzazioni, che nei prossimi giorni si riuniranno a Rovereto per partecipare ad un convegno promosso congiuntamente dal Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università di Trento (Franco Fraccaroli e Sara Zaniboni) e dal Dipartimento di Psicologia della Portland State University (Donald Truxillo).

Il convegno “Età e coorti nei luoghi di lavoro: comprendere e valorizzare le
differenze” si terrà da venerdì 11 a domenica 13 novembre presso la Facoltà di Scienze Cognitive a Rovereto e vedrà i principali esperti del settore a confronto provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Australia. Una partecipazione davvero internazionale che testimonia quanto l’interesse verso il tema del “lavoratore maturo” e del confronto intergenerazionale nei luoghi di lavoro sia sentito in tutte le società a capitalismo avanzato. La conferenza è infatti realizzata con il sostegno dell’Associazione Italiana Psicologi e delle due principali associazioni
internazionali di psicologia delle organizzazioni: la European Association of Work and Organizational Psychology e la statunitense Society for Industrial and Organizational
Psychology.

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