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16 dicembre 2011

Processo “Panta Rei”: è tutto da rifare

Tutto era iniziato con l’irruzione degli uomini della squadra mobile all’Università di Messina, che aveva destato scalpore, tanto da finire sulle prime pagine dei giornale.

Un blitz che costitutiva l’atto finale dell’operazione “Panta Rei”, attraverso cui gli inquirenti evidenziavano presunte infiltrazioni della ndrangheta all’interno dell’ateneo siciliano.

Ne scaturì un processo, terminatocon le sentenze di primo grado e d’appello e le condanne degli imputati, sentenze emesse dal tribunale di Messina.
Tra i condannati, alcuni presunti appartenenti alle cosche di Africo Fausto Domenico Arena (5 anni e 6 mesi), Domenico Attinà (3 anni e 9 mesi), Francesco Corso (2 anni), Michele Crea (8 mesi), Francesco De Maria (11 anni), Carmelo Ielo (12 anni), Carmelo Laurendi (11 anni), Antonio Rosaci (4 anni e 8 mesi), Alessandro Rosaniti (11 anni), Domenico Salvatore Rosaniti (3 anni e 9 mesi), Felice Stelitano (11 anni), Francesco Stelitano (4 anni e 6 mesi), Pietro Michelangelo Stelitano (6 anni e 6 mesi), Giuseppe Strangio (12 anni), Pietro Bonaventura Zavettieri (4 anni e 5 mesi) e il pentito Giuseppe Zoccoli (6 mesi)

Scopo di tale associazione era quello di ottenere il superamento di esami e il conseguimento di titoli accademici mediante l’intimidazione e la connivenza dei professori, nonché quello di realizzare illeciti guadagni attraverso l’esercizio e il controllo di attività economiche, grazie all’inserimento di propri adepti negli organi amministrativi e decisionali dell’Università” queste le motivazione fornite dal collegio giudicante. Di fatto le indagini e le sentenze sostenevano che le cosche di Africo avrebbero condizionato le attività didattiche favorendo uomini vicini alle cosche“.

Tuttavia la cassazione a distanza di dodici anni ha rimesso tutto in discussione.

Adesso il processo si dovrà rifare, non più al cospetto dei giudici di Messina, ma davanti a quelli di Reggio Calabria. La Corte di Cassazione, infatti, ha accolto i ricorsi presentati dal folto collegio difensivo. Decisione relativa al secondo grado di giudizio.

La sentenza inoltre escluderebbe, per i protagonisti della vicenda, alcuni reati tra i quali alcuni presunti episodi di violenza privata e di droga.

Una vicenda complessa, vizi procedurali o qualcos’altro?

Vincenzo Amone

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