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28 febbraio 2012

CAMouflage al Cam di Casoria

Si intitola “CAMouflage- fotocopie per una rivoluzione culturale”  l’ennesima provocazione del CAM (contemporary art museum) di Casoria ideata dal direttore  Antonio Manfredi, che affida le spigazioni dei suoi gesti e azioni a uno scarno comunicato stampa: “riconosciuta l’impossibilità di assicurare gli standard minimi di conservazione, fruizione, valorizzazione e promozione delle opere della sua collezione permanente, per mancanza di sostegno sociale ed economico il CAM ha provveduto a oscurare tutte le opere esposte e a mostrarne solo le riproduzioni in fotocopia”.

Questo è in sintesi l’atto  estremo della performance – performance che inizierà ufficialmente il 2 marzo 2012 alle 19 di sera – di questo polo museale coraggiosamente nato in terra di Gomorra, ma quasi subito abbandonato a sè stesso in balia delle pressioni della criminalità organizzata. A sottolineare il gesto di ribellione promosso dal CAM, il direttore Manfredi ha voluto dar fuoco alla prima opera ospitata nel museo: una tela  del ciclo di ritratti a dimensione naturale dei camorristi latitanti, lo stesso ritratto  che era stato portato in mostra al Tacheles di Berlino e alla scorsa Biennale di Venezia. Il rogo della cultura è appena iniziato, sperando che le istituzioni intervengano prontamente in difesa di questo nostro immenso patrimonio culturale alle falde del Vesuvio.

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