Feeling tra Comune e Alma Mater: Bologna diventerà meno costosa?

Redazione Controcampus 28 Febbraio 2012

Risale a  una settimana fa l’approvazione e la ratifica della modifica alle deleghe degli assessori della giunta comunale.

Non un rimpasto politico, ma un ‘riassetto’ dei compiti in vista del bilancio. Non sarà l’ unico cambiamento, quando sarà opportuno, se necessario cambieremo di nuovo, visto che lavoriamo per progetti” (da La Repubblica on line del 22.02.2012)

In questo modo il sindaco Virginio Merola ha motivato la decisione dei nuovi incarichi con i quali sono state rafforzate o scambiate competenze. La più rimarcabile è stata la decisione di Merola di delegare ad Alberto Ronchi (assessore alla Cultura e Politiche giovanili) la responsabilità dei Rapporti con l’ università. Una sfida ben accolta dall’assessore che abbiamo imparato a conoscere per le difficili trattative aperte con il collettivo bolognese Bartelby, nonostante le quali Ronchi non si è mai stancato di ribadire che “i problemi possono risolversi con un po’ di tolleranza reciproca se ci si muove in un quadro di regole, chiare e da far rispettare. Gli studenti non sono un problema per la città, ma una ricchezza, culturale ed economica”.

Delle sue priorità, Alberto Ronchi, ha già anticipato qualcosa in una recente intervista al Corriere, come l’annuncio del primo appuntamento fissato in agenda: un incontro con Roberto Nicoletti, prorettore agli studenti dell’Alma Mater, per fare insieme il punto della situazione e discutere gli obiettivi comuni. L’intento è quello di proseguire politiche di sinergia Comune-Università su uno dei problemi attuali più gravi per i giovani, studenti in e fuori sede, ossia i costi della vita, notoriamente per sostentamento ed alloggio.

Da dove si parte? «C’è un problema di comunicazione e un problema di costi. Lo studente che viene a Bologna deve pagare un affitto, mangiare, sappiamo quanto costa la vita, quindi fa delle scelte. Ecco, bisogna costruire una politica di facilitazioni, e comunicarla in modo forte attraverso l’Università»” (intervista di Marina Amaduzzi, in Corriere on line del 23.12.2012)

Effettivamente il problema dell’alloggio troppo caro, degli affitti non in regola, della difficoltà di orientarsi tra agenzie e private nella ricerca esponendosi a soprusi contrattuali e finanziari è alla ribalta della cronaca. Sia perché questa è una battaglia fortemente sentita e sostenuta dall’Università e dall’attuale dirigenza che ha ottenuto importanti risultati come il nuovo strumento contro gli affitti in nero: messo in campo da Comune e UniBo, cercocasa.bo.it è un sito, parte integrante del portale Flashgiovani, che permette di incrociare domanda e offerta di alloggi e, inoltre, dà varie informazioni  sui quartieri cittadini.

Lo sportello rappresenta un’iniziativa particolarmente importante per la tutela degli studenti come testimonia il successo già ottenuto a Bologna. La regolarità dei contratti di affitto delle abitazioni rappresenta anche un indice di primaria importanza della accoglienza che le città universitarie offrono agli studenti e della facilità di integrazione con la città e l’università“. (cit. Roberto Nicoletti in UniboMagazine del 19.12.2011)

Sia perché a questi parziali ed iniziali successi ottenuti è conseguita l’amara constatazione che ciò non basta: conclusione a cui si è giunti con uno scandalo proprio bolognese che non cessa di fare notizia e di riservare brutte sorprese. Il riferimento è alla vicenda che vede coinvolto cinque studenti sfrattati dopo aver denunciato la padrona di casa che affittava loro l’appartamento in nero (v. articolo Controcampus del 26.02.2012 ), a cui ha fatto seguito la scoperta odierna di una famiglia che possiede più di 160 appartamenti non dichiarate al fisco.

La prima cosa da fare? «Integrare le politiche del Comune con quelle dell’Università, nel rispetto della reciproca autonomia. È giusto raccontare agli studenti che arrivano a Bologna come funziona la città, quindi trovo positivo Univercity. Però bisogna occuparsi di loro anche dopo, bisogna fare un lavoro per comunicare meglio le nostre proposte e costruire percorsi che tengano conto di questa fascia di popolazione e anche del periodo economico che si sta vivendo»” .

Ecco la direzione verso cui procedere secondo Ronchi, e in questo sappiamo che sono molto sensibili anche gli interlocutori d’ateneo.  A metà febbraio infatti, durante una cerimonia di inaugurazione, il Rettore Ivano Dionigi aveva rivolto parole di empatia verso gli studenti che arrivano in una Bologna dotta, ma dispendiosa:

Ci sono tante esperienze che stiamo costruendo e su cui continueremo a lavorare: domani, ad esempio, partirà AlmaOrienta 2012, un esperimento con i Comuni delle altre città. Ma non dobbiamo dimenticare la questione degli alloggi che sono ancora troppo cari: Bologna è una città troppo costosa. Questa è veramente una realtà drammatica soprattutto per molti studenti fuori sede che tra mille sforzi ed umiliazioni non si sentono a loro agio come gli altri, come dovrebbe essere. Non va bene. Per cui continuiamo a pensare riforme che vadano in tal senso e a compiere opere come questa.” (cit. articolo in Controcampus del 15.02.2012)

Non a caso, l’assessore Ronchi sottolinea la buona sintonia che lega Comune e Università, sinergia positiva testimoniata da molte collaborazioni anche nell’ambito di eventi e spettacoli rivolti a tutta la cittadinanza, compresi agli studenti e alle studentesse della città:

“«I rapporti in questi mesi sono stati molto positivi e sono state realizzate diverse cose, l’incontro con Vinicio Capossela in Santa Lucia o il concerto per la Giornata della Memoria al Comunale con il biglietto a 10 euro per gli studenti.» – Il rettore Ivano Dionigi ama dire che l’Ateneo è nella città, ma non della città. Va conquistata. «Il problema è che ancora oggi c’è un po’ di scollamento tra le esigenze dell’uno e dell’altro, vanno identificate delle politiche che integrino gli studenti universitari e la città e l’Università agli eventi della città. Vedere che a certe manifestazioni mancano proprio gli studenti mi fa dire che c’è qualcosa che non va»”.

Per l’assessore fondamentale è immaginare come aprire di più certi spazi che devono diventare comuni

Occorre un ragionamento sereno, definire i ruoli reciproci, capire quale ruolo può avere l’Università terminate le lezioni, con pragmatismo e gradualità. Gli spazi universitari dovrebbero essere più fruibili anche dalla città: ad esempio ho assistito a un incontro di BilBolBul nell’aula magna di Filosofia, piena di cittadini oltre che di studenti.

Luoghi privilegiati da considerare e su cui pensare strategie nuove sono biblioteche e musei, ma se sul piano dell’immaginazione sembrano temi semplici da gestire, sul piano della diplomazia, della politica e degli interessi tutto diventa più complicato e spesso controverso.

Infatti, non si può ragionare di aprire o valorizzare biblioteche e musei senza menzionare la contraddizione che dura da anni rispetto alle misteriose vicende che coinvolgono la Biblioteca Universitaria di Bologna.

Un argomento delicato, su cui fare una piccola inchiesta per un quadro più chiaro e con mezzi più qualificati utili al fine di comprendere e per poter interagire in questo dialogo tutto istituzionale, infatti pubblicheremo tra pochi giorni un’intervista approfondita alla direttrice della BUB, Biancastella Antonino, la quale ci racconterà la vita di una delle biblioteche storiche dal patrimonio librario ed artistico più ricco d’Italia che dopo essere stata contesa tra Ministero e Alma Mater continua ad essere in bilico tra oblio e splendore. Perché non partire proprio da lì per ripensare le mediazioni tra territorio, accademia e formazione?

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto