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21 Febbraio 2020

Patrick George Zaky: chi è lo studente egiziano arrestato al Cairo

Foto Patrick George Zaky
Foto Patrick George Zaky

Foto Patrick George Zaky

Ecco chi è Patrick George Zaky: breve biografia, quali sono le accuse rivolte allo studente egiziano dell’Alma Mater e cosa sta facendo l’Italia per chiederne la scarcerazione. 

Sta suscitando molto scalpore la storia dello studente egiziano arrestato al Cairo. Ma chi è Patrick Zaki? Ventisette anni, originario della città di Mansoura, membro della comunità Cristiana Copta: ecco chi è  Zaky.

La vicenda del giovane attivista, impegnato nella difesa dei diritti umani e in studi di genere, riapre in Italia la ferita mai rimarginata del Caso Regeni. Infatti, a quattro anni dalla scomparsa del ricercatore friulano, l’arresto arbitrario e le minacce subite da Zaky, inducono a chiedere giustizia, verità e rispetto per i diritti umani e a riconsiderare i nostri rapporti con l’Egitto di Al Sisi. Al suo atterraggio al Cairo, Zaky è stato trattenuto, ammanettato e interrogato sulla sua attività di ricerca e il suo percorso di studi.

Con l’accusa di aver incitato proteste non autorizzate e di aver diffuso notizie false, si trova attualmente in stato di detenzione cautelare a Talkha.

ll Tribunale di Mansoura ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali e ha fissato una nuova udienza il 22 febbraio. Solo allora i giudici si pronunceranno in merito ad un eventuale prolungamento della custodia cautelare.

Intanto, cresce il numero di iniziative in numerose città della Penisola per chiedere la liberazione dello studente egiziano. 

Patrick George Zaky: chi è e cosa è successo allo studente e attivista egiziano

Patrick George Zaky è un Ricercatore dell’Egyptian Initiative for Personal Rights. Frequenta il Master Internazionale “Gemma” in Womens’ and Gender Studies presso l’Università di Bologna. Le autorità egiziane lo hanno arrestato al suo arrivo al Cairo il 7 febbraio.

Era rientrato in Egitto per trascorrere un breve periodo di vacanza a Mansoura. Una volta atterrato all’aeroporto, gli Agenti della Sicurezza Nazionale (NSA) lo hanno bendato e picchiato alla schiena e all’addome. Inoltre, lo hanno torturato con scosse elettriche ed interrogato per 17 ore. Oggetto dell’interrogatorio, il suo impegno per i diritti umani e i motivi della permanenza nel nostro Paese.

Accuse rivolte a Zaky e mobilitazione italiana per lo studente egiziano

I capi d’accusa che pendono su Patrick George Zaky sono gravi e includono: “supporto al rovesciamento dello stato egiziano”, “istigazione alla violenza e al terrorismo”, “pubblicazione di notizie false”, “incitazione contro l’autorità pubblica”. 

Il timore per l’incolumità dello studente egiziano intensifica l’impegno italiano a chiederne il rilascio. Le manifestazioni di solidarietà e vicinanza si sono moltiplicate negli ultimi giorni. L’Italia sta dimostrando la volontà di mantenere alta l’attenzione sul caso.

Ieri anche Roma ha fatto sentire la sua voce. I presidenti di Centrosinistra dei Municipi I, II, III e VIII della capitale hanno organizzato una fiaccolata in Piazza del Pantheon. Il raduno per chiedere l’immediata liberazione dello studente egiziano è iniziato alle 18:30. Mercoledì, invece, ha avuto luogo a Verona il presidio indetto dal gruppo locale di Amnesty International, a cui hanno aderito anche alcune realtà associative, quali Medici Senza Frontiere, ProgettoMondo, Rete degli studenti medi verona, Veronetta129 ed infine Edu Verona, già protagonista di un’iniziativa riguardanti i diritti umani.

Il maxi corteo di Bologna e l’Appello di Amnesty International per Zaky

Nel capoluogo emiliano, migliaia di persone hanno preso parte alla marcia indetta lunedì 17 febbraio dal Consiglio degli Studenti dell’Unibo. Bologna ha chiesto la liberazione di Patrick, la caduta di tutte le accuse e l’apertura di indagini sotto supervisione internazionale. Il corteo è partito dal Rettorato e si è concluso in Piazza Maggiore, di fronte al palazzo comunale. A rispondere all’invito della comunità studentesca anche Amnesty International, alcuni collettivi e il Movimento delle Sardine. Il sindaco Virginio Merola e il rettore Francesco Ubertini hanno marciato in prima fila assieme agli studenti dell’Ateneo bolognese e alla cittadinanza.

L’arresto arbitrario e la tortura di Patrick Zaki rappresentano un altro esempio della sistematica repressione dello stato egiziano nei confronti di coloro che sono considerati oppositori e difensori dei diritti umani“, ha dichiarato in una nota ufficiale Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International .

“Chiediamo alle autorità egiziane il rilascio immediato e incondizionato di Patrick, in stato di fermo esclusivamente per il suo lavoro sui diritti umani e per le idee espresse sui social.” “È necessario che le autorità conducano un’indagine indipendente sulle torture che ha subito e che sia garantita la sua protezione in maniera tempestiva“.

Per firmare l’appello e chiedere la liberazione di Patrick, è possibile accedere al sito dell’Organizzazione

Maria Giovanna Autiero

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