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28 Febbraio 2012

Il cervello depresso è in realtà iperattivo e iperconnesso: ecco perchè

Cervello e infiammazione
Il cervello depresso

Il cervello depresso

Il cervello depresso è in realtà iperattivo e iperconnesso ed è per questo che la depressione si associa ad altri sintomi quali ansia o disturbi del sonno.

Lo rivela Andrew Leuchter, psichiatra dell’università di Los Angeles su PLoS One.

Le risonanze magnetiche hanno mostrato che ad essere anomale sono le reti neurali formate dalle fitte connessioni tra aree. Una delle zone più anomale è la corteccia prefrontale, coinvolta nella regolazione dell’umore e nella risoluzione dei problemi.

Incredibile: la “depressione”, che terminologicamente e intuitivamente contrasterebbe con i termini “iperattività” e “iperconnessione”, è in realtà strettamente correlata a questi fenomeni, almeno per quanto riguarda il mondo cerebrale. Ma che cosa è la “depressione”, o meglio: il “disturbo depressivo”?

La depressione è un disturbo diffuso tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto. Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne. Il disturbo depressivo è associato ad una elevata mortalità. Fino al 15% degli individui con un disturbo depressivo grave muore per suicidio. Altri disturbi sono frequentemente presenti contemporaneamente alla depressione (per es., Disturbi Correlati a Sostanze, Attacchi di Panico, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Disturbo Borderline di Personalità).

Il cervello depresso è in realtà iperattivo e iperconnesso: lo dimostrano i casi in ricerca

Fino al 20%-25% degli individui con il cervello depresso (per es., diabete, infarto del miocardio, carcinomi, ictus) svilupperanno la depressione nel corso del tempo. D’altra parte, il trattamento della condizione medica generale è più complesso, e la prognosi è meno favorevole, se è presente il disturbo depressivo. La depressione (singola o ricorrente) è due volte più comune nelle femmine adolescenti e adulte che nei maschi adolescenti e adulti. Nei bambini prepuberi, maschi e femmine sono ugualmente affetti. Le frequenze negli uomini e nelle donne sono più elevate nel gruppo di età dai 25 ai 44 anni mentre le frequenze sono più basse sia per gli uomini che per le donne oltre i 65 anni.

Il disturbo depressivo può esordire ad ogni età, con un’età media di esordio intorno ai 25 anni. Alcuni hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri hanno gruppi di episodi, e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l’aumentare dell’età. Alcuni dati suggeriscono che i periodi di remissione generalmente durano più a lungo all’inizio del decorso del disturbo. Il numero di episodi precedenti predice la probabilità di sviluppare un successivo Episodio Depressivo.

Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico. Gli Episodi del Disturbo Depressivo spesso seguono un grave evento psicosociale stressante, come la morte di una persona cara o il divorzio. Gli studi suggeriscono che gli eventi psicosociali (eventi stressanti) possono giocare un ruolo più significativo nel precipitare il primo o il secondo episodio del Disturbo Depressivo e avere meno importanza per l’esordio degli episodi successivi. Tra questi eventi possiamo trovare anche cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo tipo di lavoro, la malattia di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città, ecc.

Gli studi supportano l’ipotesi dell’ereditabilità della depressione, infatti i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare depressione. Tra le cause della depressione si hanno anche modificazioni a livello biologico, nella regolazione di alcune sostanze come neurotrasmettitori e ormoni.

Cari lettori, la depressione è una brutta bestia; dobbiamo stare sempre molto attenti allo stile di vita che seguiamo e alle scelte che facciamo, perchè, dietro l’angolo ad aspettarci, c’è la depressione, e noi dobbiamo essere bravi, se possiamo, e soprattutto se vogliamo, a non caderci.

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