Musicale nell’esperienza in un era telematica: riflessioni

Redazione Controcampus 27 Febbraio 2012

Musicale nell'esperienza in un era telematica: riflessioni Riprendo e rispondo ad un articolo, apparso su questa stessa testata, di Nicola Baccelliere dal titolo I giovani, San Remo e il colabrodo musicale.

Penso che il dialogo, che diventa pubblico grazie a questo magnifico mezzo che è la rete, accresce i dialoganti e i lettori, rendendo tridimensionale l’argomento in esame il quale, osservato da molteplici punti di vista, acquista sempre più senso. La mia risposta non è quindi da intendere in senso polemico – ho apprezzato molto l’articolo di Nicola – , bensì in senso costruttivo. Le sue riflessioni hanno stimolato le mie, e di questo lo ringrazio.

Due sono, mi pare, gli argomenti centrali nel discorso in questione: il primo concerne la funzione di San Remo in rapporto ai giovani italiani; il secondo, più complesso e importante, riguarda il mutamento nelle modalità di fruizione della musica nell’era della rete e le sue conseguenze.

Partiamo da questo secondo tema. Nessun dubbio che la rete abbia operato una rivoluzione copernicana per quanto riguarda l’orizzonte di ricezione e delle possibilità di diffusione della musica. Come afferma giustamente Simon Reynolds, citato nell’articolo, le macerie di supporti resi obsoleti dall’avvento di internet sono di fronte agli occhi di tutti: vinili, musicassette, cd, riviste musicali.

Ma siamo proprio sicuri che siano tutti elementi in via d’estinzione? Per quanto mi riguarda non sarei così drastico nel porre la questione: dati alla mano, infatti, si registra un aumento di vendite di vinili negli ultimi 10 anni, segno che chi ama la musica desidera ancora acquistare un supporto che permette la più alta fedeltà sonora. Ma non è solo una questione di numeri, è una questione di qualità del cambiamento.

Concentriamoci un momento sulla citata scomparsa delle riviste musicali. Più che scomparsa io direi che esse si trasformano: scompaiono dalle edicole ma sbarcano sul web, modificando radicalmente la loro funzione sociale, che non è più soltanto quella di informare, com’era nel periodo citato da Reynolds. Localizzandosi sul web, e strutturandosi secondo i criteri organizzativi propri della rete, le riviste musicali diventano veri e propri laboratori interattivi di cultura musicale, rivoluzionando la tradizionale gerarchia autore-lettore propria del giornale cartaceo dove le due funzioni, fisse e immobili, definivano il meccanismo una volta per tutte. Da una parte lo scrittore, che diffondeva informazione diventando il depositario unico del sapere, dispensatore di sacri commenti e consigli; dall’altra il lettore-adepto, che divorava questi commenti come fossero scritture divine.

Internet ha scompaginato tutte le certezze: le funzioni sono cambiate, la gerarchia è sconvolta. Le riviste musicali online non sono più semplici organi d’informazione, ma, almeno potenzialmente, sono luoghi di formazione culturale democratica, dove si inserisce quell’elemento fondamentale di crescita che è la discussione, il dibattito, reso possibile proprio dall’interazione che si viene a creare tra lettori che si fanno scrittori e scrittori che devono, per forza di cose, essere anche lettori.

È un cambio di prospettiva, questo, che porta con sé conseguenze socio-culturali potenzialmente devastanti e potentissime. Mentre la rivista cartacea, infatti, si configurava come dispositivo culturale chiuso, nel quale le informazioni viaggiavano in un’unica direzione, la rivista online si caratterizza come contenitore culturale multiforme e aperto. Questo è ovviamente un processo ancora in fieri del quale siamo, credo, solamente agli inizi e i cui sviluppi sono ancora in gran parte imprevedibili.

Non lo ritengo però un processo negativo. Come in tutti gli sviluppi storici c’è sicuramente una parte di negazione del passato, che diventa però il preludio necessario per nuovi e diversi sviluppi futuri. Davanti a noi c’è un territorio ampio e incontaminato, in larga parte ancora inesplorato, dove possiamo creare nuovi modi di fare cultura diversi da quelli conosciuti. L’opportunità è grande, e non vorrei rimanesse intentata a causa della nostalgia di inesistenti epoche d’oro passate, rischiando di far la fine di quei letterati che nel ‘500, dopo l’invenzione della stampa, rimpiangevano la bellezza formale ed estetica del manoscritto, unico scrigno degno di contenere l’antico sapere.

Passando al tema sanremese ritengo che, per chi sia davvero appassionato di musica, sia veramente un argomento privo di interesse. Come scriveva Cesare Picco la settimana scorsa sul Post, il Festival di San Remo si caratterizza “non come contenitore di musica, ma come contenitore altro” nel quale “la musica […] è il motivo dimenticato per il quale si è su quel palco”. Ed il Festival, infatti, si occupa di tutto tranne che di musica, la quale diventa solamente il pretesto per allestire un baraccone mediatico pieno di contenuti che non hanno nulla a che fare con l’esperienza musicale. Serve più che altro a scatenare polemiche e diatribe da bar che trovano la loro diffusione sui media nazionali – vedi l’inutile e irritante caso Celentano – , celebrando una società alla quale la produzione musicale non interessa minimamente.

Vorrei qui, in conclusione, ricollegarmi a quanto diceva Nicola Baccellieri che, citando Reynolds, lamentava una mancanza di approfondimento e di consapevolezza storica, intesa come comprensione dell’humus sociale e culturale da cui una tale musica nasce, che caratterizza gran parte della popolazione giovanile nell’approccio all’ascolto. Lungi dal non riconoscerne l’esistenza – più volte mi è capitato di parlare letteralmente a dei muri – ritengo che questa non sia causata dal fatto che internet, nella sua a-temporalità, dissolve l’evoluzione diacronica musicale in un eterno presente confondendo e mescolando tutto in un brodo primordiale di cui non si capiscono più i confini.

Sicuramente internet ha delle sue specificità che informano in un modo del tutto particolare e nuovo tutto il panorama musicale dalla fase di produzione fino alla ricezione finale, ma credo che le cause primigenie di tale mancanza di interesse e approfondimento musicale siano da ricercare nell’evoluzione – o per meglio dire de-evoluzione – della società italiana, che si è caratterizzata per una totale e imbarazzante mancanza di educazione all’ascolto e alla trattazione dei temi musicali. La musica viene bistrattata da tutte le parti e in ogni luogo, istituzionale e non: è un semplice sottofondo da bar durante l’happy hour, in ascensore o nelle hall degli alberghi, durante le pulizie casalinghe o nel traffico cittadino.

Se in questa società la musica è ridotta a sottofondo delle nostre esistenze, non ci si può stupire che l’approfondimento venga ritenuto inutile e superfluo, riducendo l’esperienza musicale all’ascolto di playlist e mix d’occasione. Per concludere, non biasimo internet e la sua rivoluzione temporale per la mancanza di profondità nella conoscenza musicale della maggior parte delle persone. Biasimo una cultura che ha ridotto la musica ad una sorta di tappezzeria delle nostre vite.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto