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26 febbraio 2012

L’Euro e le nuove generazioni

Nell’ateneo della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, il 27 Febbraio si terrà un incontro dal titolo: “L’accordo Ciampi del luglio ’93 e la rincorsa all’Euro”,  quest’incontro è il quinto di un ciclo di otto incontri sul tema “Le vicende economico finanziarie italiane degli ultimi 50 anni”.Il tema sarà introdotto da Massimo Riva mentre la relazione sarà curata da Sergio Cofferati, ex sindacalista della C.G.I.L. ed ex sindaco di Bologna, attualmente politico italiano del PD (da Giugno del 2009 è membro del Parlamento Europeo) ripercorrerà l’intensa trasformazione monetaria del nostro paese e dell’intera europa avvenuta nell’arco di sette anni, che ha portato un cambio radicale di una struttura economica rimasta invariata per circa mezzo secolo.

Quindi Cofferati ripercorrerà le tappe dalla grave recessione mondiale, dalla Guerra del Golfo alla firma del trattato di Maastricht o trattato sull’Unione Europea che sanciva le regole politiche, i requisiti e i parametri economici necessari per l’ingresso dei vari stati aderenti all’U.E. con entrata in vigore dal 1 Novembre del 1993.

Difatti il Trattato di Maastricht che fu firmato dai paesi dell’Unione Europea il 7 Febbraio del 1992, fu una decisione cruciale ed inevitabile per uscire da una crisi strutturale che colpiva i conti pubblici (letteralmente fuori controllo) di quasi tutti i paesi europei, le monete dei singoli stati sempre più deboli, la  malavita organizzata accresciuta e una dilagante corruzione politica che ci ricorda Tangentopoli, si avviava un processo riformatore che mutava il ruolo di stato politico trasformandolo in uno stato economico che dava risalto principalmente al rapporto tra banche e imprese, alle regole dei mercati nell’interno dell’area europea, ad un mercato del lavoro più flessibile ma con gravi problemi e ripercussioni nel mondo del lavoro, causando instabilità attraverso il lavoro precario e la mobilità dei giovani, questo discapito della formazione universitaria nelle generazioni future.

Gli stati firmatari del trattato di Maastricht perdevano sistematicamente autonomia finanziaria e politica pur di rispettare il deficit, l’inflazione e il debito del Pil, un lento processo che ha portato L’U.E. come atto conclusivo all’unificazione monetaria, fortemente voluta dalla Germania che vedeva accrescere la banca centrale europea (sede a Francoforte), e la sua economia protetta dalle economie degli altri stati, facendogli perdere autonomia e politica finanziaria.

Inizialmente l’Euro era stato introdotto per un incremento dell’interdipendenza economica e una facilitazione del commercio tra stati membri. Questo secondo le aspettative deluse avrebbe dovuto portare benefici a tutti i cittadini dell’Euro zona , con un incremento della crescita economica e la riduzione dei prezzi al mercato a vantaggio dei consumatori e una maggiore flessibilità sul lavoro, in realtà il livellamento delle economie dei paesi europei ha portato in breve tempo ad una contrazione di alcuni paesi paesi, tra cui l’Italia, andando a colpire  in particolar modo l’allevamento ( in riguardo alle quote latte) e l’agricoltura.

Nell’arco di un decennio si è assistito ad una trasformazione totale del vecchio capitalismo del nostro paese, che andava sgretolando, facendo perdere la stabilità nei posti di lavoro, per un maggiore controllo dell’economia gestita solo dalle grandi imprese e da un sistema bancario unico ed accentratore, tutto questo processo ai nostri giorni ha causato una gravissima crisi economica ancora in atto, con una contrazione delle spese che colpiscono la formazione e la ricerca universitaria del nostro paese, è auspicabile sperare in un cambio di rotta riguardo gli investimenti (per il momento fermi) su un eventuale ripresa che si preannuncia lenta.

L’incontro si terrà Lunedì 27 Febbraio 2012, ore 16,30 nell’aula 6 – Facoltà di scienze Politiche.

 

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