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16 febbraio 2012

Privacy si, o privacy no? Dilemma alla “D’Annunzio” di Chieti

Arriva dall’Università di Chieti una curiosa segnalazione da parte degli studenti, che rammentano un presunto malfunzionamento di una parte del sito della facoltà dedita all’opportunità di trovare lavoro, attraverso il servizio Start -la piattaforma ideata per la diretta interazione tra aziende e studenti-.

L’accusa rivolta all’ateneo è di violazione della privacy, in quanto attraverso la voce “curricula”, senza l’immissione della password identificativa, si poteva tranquillamente accedere ai dati sensibili degli iscritti; il sistema gestito da Orientamento studi e Lavoro dell’ateneo prevede, per gli studenti interessati ad offerte di lavoro e per le aziende che reclutano, l’accredito al sito di orientamento per accedere all’area.

L’ateneo assicura che non vi è in atto alcuna violazione, anzi, come riportato dall’informativa del Rettore, tutti gli studenti erano al corrente della pubblicazione dei dati; una precisa indicazione del diritto dei destinatari del servizio al diniego della pubblicazione dei propri dati, come previsto dal codice della privacy, è riportata in nota nell’atto stesso.

Gli studenti contrari alla pubblicazione dei loro dati, insomma, avrebbero potuto opporsi, manifestando il proprio dissenso compilando l’apposito modulo. Un allarmismo dunque infondato, scaturito probabilmente da una mancanza di attenzione nella lettura del documento – prassi frequente quando si tratta di leggere le particolarità che spesso vengono “tralasciate”-.

Certamente nel mondo informatico di oggi dove tutto è reperibile con un’arguta competenza, un pizzico di malizia non guasta mai, perché insomma: fidarsi è bene… non fidarsi è meglio.

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