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28 marzo 2012

Aosta, scontro sul nuovo ateneo. Curtaz (Alpe): “Fondi insufficienti”

Il Consiglio Comunale di Aosta si è riunito ieri, martedì 27 marzo, per definire le ultimissime direttive in merito al progetto che prevede la costruzione del nuovo ateneo.

Nella fattispecie sono infuriate le polemiche, tant’è che i gruppi Alpe e PD/PSI si sono visti costretti a presentare due mozioni in aperto contrasto con le proposte portate avanti dalla maggioranza, entrambe respinte con il risultato di 21 voti contrari e 10 a favore.

Le prime schermaglie hanno riguardato la decisione, da parte della maggioranza, di rispolverare il Piano urbanistico di dettaglio (PUD) per apportarvi  alcuni cambiamenti.

Andate a modificare delle scelte che erano state discusse approfonditamente e ampiamente condivise”, ha tuonato il consigliere di minoranza Michele Monteleone. Del PUD, in particolare, sono stati ritoccati i dettagli riguardanti la collocazione logistica dell’università, compiendo un passo indietro che all’opposizione non va giù.

Il PUD era da considerarsi un aggiornamento del piano preliminare ad opera dell’architetto Mario Cucinella. Ora, con questa presa di posizione, si tenta un approccio in grado di conciliare le due diverse stesure del progetto.

Una volontà confermata dalle dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Stefano Borrello (Stella Alpina), il quale sottolinea la necessità di “dare credito all’idea del progettista, una possibilità che ci è concessa da più strumenti amministrativi” e sostiene le ragioni della sovrintendenza regionale che “si è espressa in maniera positiva sul contesto architettonico”.

La minoranza si è però mostrata decisa a far valere le proprie motivazioni. A Monteleone fanno eco le esternazioni di Loris Sartore, secondo cui il piano andrebbe obbligatoriamente portato sino in fondo poiché “la sua visione era complessiva e si faceva molta attenzione a tutto il contesto in cui si inseriva l’opera”.

E l’opinione della sovrintendenza? Quest’ultima “non è che ha sempre brillato per pareri estetici, vedi la Cave des Onze Communes”, ha replicato ironicamente Sartore alle parole dell’assessore.

In base alla nuova versione del PUD, le aule verranno ricavate all’interno di una coppia di edifici ondiformi che tanto piacciono alla maggioranza, ma che l’opposizione ritiene, per bocca di Fabio Platania, assolutamente “non adatti al contesto urbano dal punto di vista architettonico”.

Nessun dubbio sulla validità dell’opera. Ma l’Uni Vda ha già deciso cosa fare nei prossimi anni. Riunirà facoltà in due dipartimenti di carattere umanistico. Nessuna apertura ad altre discipline. Dovrebbe, invece, individuare un campo di eccellenza nel settore scientifico”, ha aggiunto il capogruppo di Sinistra per la città, Paolo Momigliano Levi.

Il gruppo Pd/PSI ha cercato di mettere alle strette i consiglieri di maggioranza, chiedendo invano “alla Commissione Edilizia un parere scritto e articolato circa la congruità estetico funzionale di tutta quanta l’opera”.

Per di più, alla questione logistica si è aggiunta un’altra grana nient’affatto trascurabile.

Secondo il gruppo Alpe, infatti, ci sarebbe da considerare anche un bel problema di soldi. Il capogruppo Carlo Curtaz ci ha tenuto a ribadire come “in una relazione per l’ufficio regionale competente, l’amministratore unico del nuovo progetto ponga un problema di carattere finanziario chiaro e preoccupante.

Per finanziare il primo lotto del Polo Universitario – rileva Curtaz – , ad oggi, possiamo fare affidamento su alcuni cospicui finanziamenti per un ammontare di poco inferiore ai 40 milioni di euro. Inoltre, sono in corso contatti con il governo nazionale per poter attingere a fondi comunitari e a cofinanziamenti. Oltre alla volontà manifestata dal governo regionale di considerare strategica l’intera opera e, quindi, meritevole di ulteriori stanziamenti nei bilanci regionali a venire.

In breve, i fondi già stanziati permetterebbero di coprire “poco più di un terzo dei costi totali”. Una bella gatta da pelare, dal momento che “si rischia di fare una cosa che accade spesso nella nostra regione: navigare a vista. Per questo chiediamo di non sottoscrivere il programma in discussione se non a condizione che vengano reperite risorse per l’intera opera.

Curtaz ha rivolto un chiarissimo appello all’indirizzo del sindaco Bruno Giordano, affinchè blocchi l’accordo prima che i lavori abbiano inizio.

Inevitabile un nuovo battibecco con l’assessore. “Abbiamo già 40 milioni, reperire gli altri fonti è competenza della società di scopo in concertazione con l’amministrazione regionale”, si è difeso Borrello.

Lungi dall’allentare la presa, il capogruppo Alpe ha ribattuto che “Borrello si avvale della facoltà di non rispondere, se la NUV non trova i soldi sul terreno politico non li trova da nessuna parte. Cosa succede se i lavori vengono cominciati e le risorse non si trovano? Qui si rischia una operazione Splendor in scala maggiore.

Una volta bocciate le due mozioni, la maggioranza ha ora la strada spianata per proseguire il progetto autonomamente.

I dubbi tuttavia permangono. E non è detto che il fronte formato da PD, PSI ed Alpe, da questo momento in poi, accetterà di starsene in disparte a guardare.

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