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3 marzo 2012

Dal 22 marzo: possibilità di opinione anche online

Dal 22 marzo una nuova importante iniziativa si affaccierà per il mondo studentesco e non solo. Iniziativa promossa dal presidente del Consiglio Mario Monti. Sul sito internet del ministero dell’Istruzione ci sarà una pagina dove studenti, ricercatori, professionisti e lavoratori potranno confrontarsi.

Questo scambio di vedute rimarrà aperto per una ventina di giorni, il tempo necessario per avere informazioni utili. Argomento di confronto sarà la riforma prima annunciata e poi congelata dal governo. Il premier Monti, facendo riferimento anche ai testi di Luigi Einaudi, si è dimostrato favorevole all’abolizione del valore legale del titolo di studio.

Alla base c’è l’idea di voler dare un diverso valore al titolo di studio in base all’università dov’ è stata conseguita, seguendo così il modello americano. Doveva quindi essere inserita una norma al fine di ridurre il pesso del voto di laurea nei concorsi pubblici. La norma, però, non è passata.

Inizialmente ci sono state numerose proteste soprattutto da parte degli studenti ma poi sono cominciati ad affiorare i dubbi.  Non tutti, infatti, possono permettersi le università migliori perchè a volte queste stesse sono le più costose. Non verrebbe quindi più innescato alcun processo corretto di concorrenza fra scuole e università.

L’idea di un contributo pubblico però potrebbe non essere utile ai fini della riforma. In questo senso si era anche avvallata l’ipotesi di evitare un parere cittadino per evitare un “cumolo di no”.  La decisione, però, è stata presa e la discussione verrà aperta. Per partecipare sarà necessario registrarsi con nome e cognome. Non è ancora chiaro come l’utente esprimerà il proprio giudizio probabilmente con la risposta multipla ma non si esclude la possibilità di poter riportare direttamente le proprie considerazioni a riguardo.

Per volontà del ministro Francesco Profumo prima di creare questa pagina sul sito del ministero dell’Istruzione verrà avviata una campagna di comunicazione che usufruirà di social network quali Facebook e Twitter. Non sappiamo quante persone decideranno di intervenire sull’argomento ma sicuramente questa campagna serivirà per stimolare i giovani all’intervento.

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