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6 marzo 2012

Distribuzione indipendente: 3 storie ai confini della realtà

Distribuzione indipendente, la nuova realtà distributiva per il cinema indipendente, d’autore e di genere, propone per la stagione 2011/2012 una selezione di 30 film e documentari di qualità che esplorano l’universo cinematografico in tutti i suoi generi.

Rappresentando una valida alternativa alle grandi multisala, Distribuzione indipendente offre un passaggio nelle sale del suo Circuito di diffusione a pellicole che altrimenti non beneficerebbero di una certa visibilità nel territorio nazionale, schiacciate ingiustamente dalle numerose commedie di bassa qualità che vengono ingurgitate ciclicamente dal pubblico nostrano, sempre più a suo agio con personaggi e linguaggi appartenenti al panorama televisivo.

Venerdi 24 febbraio nelle sale del circuito di Distribuzione indipendente, ed in contemporanea on demand su www.ownair.it, è stata distribuita la prima raccolta di cortometraggi del listino 2011/2012 appartenente a “corti – pacchetto viola”.

Tre pellicole per tre generi cinematografici, Horror/Thriller e Fantascienza, caratterizzate da altrettante storie ai limiti del fantastico.

Ultracorpo (2011) di Michele Pastrello è una storia ai confini della realtà che affronta il tema della paura dell’ignoto. Il sentiero oscuro racchiuso in ognuno di noi è raccontato magistralmente con silenzi e giochi di tensione ben calibrati e avvolti nell’ombra. L’interpretazione degli attori, su tutti Felice C. Ferrara, riesce nell’intento di spiazzare lo spettatore trasmettendogli il senso di inquietudine esistenziale che caratterizza ogni inquadratura.

La città nel cielo (2009), per la regia di Giacomo Cimini, è ambientato in un futuro prossimo dominato da città abbandonate ed immerse in un’aria tossica non filtrata dai raggi del sole, perennemente oscurato da una mortale coltre di smog. Quinto sta scappando dal suo padrone per raggiungere la leggendaria “città nel cielo” e si imbatte in Ai, una splendida androide programmata per le prestazioni sessuali. Tra i due nascerà una curiosa complicità in un albergo fatiscente gestito da un transessuale insieme al figlio tossicodipendente.

Pathos (2009), diretto da Dennis Cabella, Marcello Ercole e Fabio Prati, terzo ed ultimo dei tre cortometraggi, è un’immersione nella fantascienza psichedelica e schizofrenica. Il futuro dell’uomo è soggiogato dalla sua più grande creazione, Pathos, una macchina instancabile produttrice di sogni sintetici a cui la mente atrofizzata dell’uomo si è ormai assuefatta. Un individuo però sembra resistere. La sua immaginazione combatte disperatamente contro il metallo cinico della macchina.

Un cinema “altro” in Italia è possibile. Credere che la commedia sia l’unico genere producibile nel nostro Paese è sbagliato, ed è deleterio giustificare la proposta tristemente monotematica con la mancanza di denaro per effetti speciali o altro (L’arrivo di Wang [2011] dei Manetti Bros. è un esempio lampante di ottima fantascienza fatta con pochi mezzi.).

I corti promossi da Distribuzione indipendente dimostrano, dunque, che un salto di qualità per la nostra cinematografia non è un’utopia irraggiungibile, e che le idee ci sono, anche se lottano come ribelli nei sotterranei bui di una cultura avvilita e monopolizzata dalla televisione.

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