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15 marzo 2012

Grasse risate per il Signor Burns. Nucleare ancora in agguato

A nulla sembra valso l’esito del referendum abrogativo del 12 giugno 2011 attraverso cui il 95 % degli elettori italiani votanti comunicava con indiscutibile chiarezza la volontà di abrogare il nucleare da utilizzare per le esigenze energetiche del popolo italiano.

Un centinaio tra medici e scienziati appartenenti all’associazione Galilei 2001 per la libertà e la dignità della Scienza, rinvanga oggi la proposta d’insediare centrali nucleari nel territorio italiano, per prevenire eventuali insuccessi progettuali per mancanza di piani di sviluppo energetici efficienti.

Lo afferma il presidente dell’associazione Angelo Maria Ricci, suggerendo al Primo Ministro Mario Monti l’adozione di una strategia energetica a lungo termine, che potrebbe comprendere il nucleare. Tra gli esponenti di spicco dell’associazione, gli emeriti professori e presidenti onorari Umberto Veronesi e Giorgio Salvini consigliano di prendere esempio dagli altri paesi europei, come Germania, Francia e Gran Bretagna, laddove il parco nucleare opera con efficienza e in piena sicurezza. Anche Umberto Tirelli, oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano e vicepresidente dell’associazione Galileo 2001, propone di guardare alla radioattività con occhi positivi. “Non è un mostro innaturale e diabolico, ma qualcosa già presente in natura e che permette di vivere sempre più a lungo”. Con dati alla mano e con evidente stupore il professor Tirelli afferma che nonostante il grave incidente di Fukushima avvenuto un anno fa, i valori di radioattività a Roma sono sei volte maggiori che a Tokyio. “Per la salute è molto più dannoso l’inquinamento da combustibili fossili (petrolio e carbone) che dal nucleare – prosegue Umberto Tirelli – i paesi più avanzati del mondo, Usa, Cina, India e Russia, stanno oggi costruendo nuove centrali nucleari”.

A conferma di ciò la World Nuclear Association fornisce dati circa il forte incremento del nucleare in particolare nei paesi asiatici. In Cina sono in costruzione ventisei nuovi reattori oltre i quindici già in esercizio, in Russia e in India sedici nuovi reattori e trentaquattro in fase di progettazione, oltre ai rispettivi trentatré e venti già esistenti e attivi.

Anche in Europa i governi di Germania, Francia e Inghilterra sviluppano nuove strategie per l’utilizzo del nucleare. Una netta variazione di tendenza rispetto a un anno fa, quando subito dopo il diastro nucleare in Giappone si dichiarava con determinazione la volontà intraprendere programmi nazionali energetici più sicuri, più affidabili e sostenibili. Le stesse dichiarazioni che provocarono un notevole rialzo dei titoli legati alle energie rinnovabili.

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