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19 marzo 2012

La differenza tra me e te

Siamo davvero così diversi dai nostri simili oltreoceano? “Sì”, è l’unica risposta possibile. Abitiamo in case di mattoni e cemento, camminiamo con le gambe, usiamo automobili e abbiamo bisogno di respirare, mangiare, dormire. Ma vivendo a stretto contatto con gli americani si capisce che in realtà queste sono solo apparenze. Il primo impatto si ha quando si scende dall’aereo e in taxi ci si immerge nelle strade.. L’auto più piccola (dopo la BMW del tassinaro) è un hammer 4000 cavalli, 7 posti, vetri oscurati. Che uno si chiede, forse siamo ancora in guerra e non lo sapevo. Invece poi vedi scendere una signora grassottella con buste della spesa e 3 figli. Effettivamente utile, l’hammer. Tuttavia dopo il primo impatto inizi a scovare anche dei lati positivi in questo popolo lontano: sono veramente gentili.

Nessuno ti suona se stai più di un secondo fermo quando scatta il verde; se sei in coda a una cassa nessuno cerca di passarti avanti; se ti perdi, tutti o quasi cercheranno di aiutarti. Capita anche di non dover chiedere informazioni, ma che sia una coppia di signori ad avvicinarti e chiederti se mai avessi bisogno di qualcosa! Il secondo shock arriva però al supermarket, il Wallmart. Immenso è un eufemismo. Ma non tanto per l’area, quanto per la vastissima gamma di marche per un solo prodotto. Non ci sono solo una decina di marche di shampoo, ma almeno 150, tra confezioni normali e formato famiglia che a una persona sola durerebbero tutta la vita. Si fa sempre l’esempio dei cereali e lì si capisce il perchè. Un corridoio è occupato soltanto da scatole di Bopp, Kellogg’s e Crunch.

Quello che si trova in una delle più grandi sono due buste più piccole e dentro altre due bustine separate. Sembra una matrioshka. E scordatevi prodotti come mozzarella, parmigiano e pizza. Sulla confezione c’è scritto così, in italiano, ma distano anni luce dagli originali. La raccolta differenziata praticamente non esiste, sotto le villette ci sono due cassonetti, uno per l’organico e uno per tutto il resto. Anche se in tv si iniziano a vedere alcune pubblicità sulla salvaguardia dell’ambiente, sono ancora lontani dal modello europeo dei paesi più avanzati. Un altro punto a favore è l’organizzazione. Le banche funzionano, per aprire un conto non devi prendere un giorno di ferie, ma basta un’oretta. Se devi depositare soldi c’è un bancomat apposta. La sanità funziona, ma se non hai l’assicurazione che copre i danni fuori dal lavoro, capita che ti arrivi un conto da duemila dollari per una distorsione al ginocchio. E a quel punto, o paghi, o scappi. La differenza, c’è da dire, è anche interna. Vivere in Florida, sulla costa Est, è diverso dal vivere in California.

Mare splendido in entrambi gli States, ma livello di ordine, bellezza delle cittadine e modo di vivere della gente nettamente superiore in CA. Consumisti fino al ridicolo lo sono in tutti gli US, ma se in una città come Orlando vedi soprattutto turisti dall’Alabama o dal New Jersey che mangiano da mattina a sera, la maggiorparte già obesi e con famiglie viziate al seguito (fidatevi, nessuno meglio di un cameriere può testimoniare), NYC è popolata di uomini d’affari che si affrettano nei cab gialli, stranieri che si affollano a Time Square e giovani che lavorano e si divertono per locali la sera. In una città come San Diego vedi invece gente che corre lungo la spiaggia, che si fa un aperitivo in un locale o che fa surf anche se ci sono 10 gradi. Vedi gente in skateboard ke sfreccia ovunque e ragazzi che vivono in ostello. Insomma, molto più vicni a noi, ma senza perdere i tratti caratteristici dell’americano doc.

 

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