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29 marzo 2012

Per Unical e gli atenei del Sud, meno tagli più risorse!

DotNetCampus 2012 a Unical
Per Unical e gli atenei del Sud

Per Unical e gli atenei del Sud

Lunedì 26 marzo presso la sala stampa dell’Unical, si è svolto il convegno dal titolo “Per Unical e gli Atenei del Sud, meno tagli e più risorse”, dove sono intervenuti il Rettore dell’Unical, il prof. Giovanni Latorre, l’on. Pierfelice Zazzera, componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il Consigliere regionale Mimmo Talarico e la responsabile nazionale Università di IdV,l’on. Giulia Rodano.

Il Rettore Latorre è intervenuto spiegando la situazione di disagio che stanno vivendo le università meridionali a causa dei tagli.  Facendo un paragone con le Università del  Nord Italia, si è espresso attraverso questa metafora: “Quando una coperta è corta, non è accettabile che i più forti la tirino dalla proprio parte”.

Secondo il Rettore, la situazione andrà aggravandosi, tanto che la stessa Unical, se non verranno riequilibrati i Fondi di Finanziamento Ordinario, sarà costretta a ricorrere a dei tagli sul personale, a licenziare e addirittura a chiudere i battenti.

“Esiste una grossa sperequazione del finanziamento dello Stato che vede diverse Università del centro-nord nettamente favorite rispetto a quelle meridionali. Le principali entrate degli Atenei – ha spiegato il Rettore dell’UniCal- provengono da due fonti: il Fondo di finanziamento ordinario e le tasse degli studenti. Una consistente riduzione del Fondo non può essere compensata in Calabria dal maggiore gettito delle tasse. Esse, infatti, vengono corrisposte in rapporto alla capacità reddituale delle famiglie. E’ evidente che i redditi dei calabresi non sono quelli dei lombardi o dei toscani. All’Università di Avarcata, circa 8.000 studenti sono esenti completamente dal pagamento delle tasse universitarie, mentre la media delle tasse per studente non arriva nemmeno a 500 euro, al Politecnico di Torino la media è di 2.000 euro circa per studente”, spiega il Rettore.

La stessa sorte poi ricadrà anche sulle altre Università del Mezzogiorno, che già arrancano per mancanza di risorse. Questi tagli, oltre ad aver portato effetti negativi, sia in qualità che in quantità, sull’offerta formativa e sull’organizzazione didattica, stanno rischiando di tagliare le gambe alle zone meno sviluppate del paese non consentendogli una possibilità di riscatto.

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