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18 aprile 2012

Alma Mater, fondi extra dall’Europa

UniBo, i conti tornano.

Il principale ateneo emiliano si conferma tra i più virtuosi del Belpaese e tra i pochi in grado di far quadrare i bilanci mantenendo, contemporaneamente, standard piuttosto elevati.

Per il Rettore Ivano Dionigi e soci, i risultati dell’ultimo anno accademico sono perfettamente allineati con quanto pianificato, e la conferma arriva dal ministero: l’Alma Mater riceverà in premio un significativo conguaglio finanziario destinato alla didattica ed alla ricerca.

Ma i soldi non arrivano solo dall’Italia: l’UE sarà fonte di ulteriori introiti, che consentiranno di superare ampiamente le cifre dell’anno precedente: si parla di circa 300mila euro in più.

Le risorse provenienti dall’Europa, nel dettaglio, aumentano di un buon 9,3%, mentre addirittura del 54% crescono quelle ricavate da enti pubblici, per il totale di 3,8 milioni di euro in più rispetto al 2011 (tra cui i fondi regionali sui programmi Ue per la messa in atto dei tecnopoli).

Entrate extra che sono state rese possibili da una progressiva riduzione delle uscite, specie per quel che riguarda il corpo dirigenti; si parla di un calo delle spese pari a 370mila euro (12,3%), cui va aggiunta una maggiore “economicità” del personale docenti (meno 6,4%), anche se in questo caso non si può non tenere conto degli stipendi bloccati e del turnover forzato.

Non bisogna dimenticare, infine, i 2 milioni di euro preservati stringendo la cinghia su auto di servizio, convegni, pubblicità e manutenzione.

Dionigi ha spiegato che il consuntivo 2011conferma la bontà delle previsioni di bilancio, l’efficacia della gestione e la visione strategica degli organi accademici che, in un quadro di generale di contrazione delle risorse, ha saputo assegnare priorità agli impieghi relativi alle proprie finalità istituzionali in primis la ricerca, i servizi agli studenti e l’internazionalizzazione.

C’è di che rallegrarsi, insomma; ma il Rettore sostiene che per una volta possano gioire persino gli studenti, in riferimento alle 284 borse di studio elargite.

Gli investimenti relativi a didattica e ricerca, tra i punti più dolenti dell’università italiana, hanno risentito di un fisiologico calo, che però non collima con la media nazionale, decisamente più elevata (3% contro 7,5%). In particolare, si è investito di più (2 milioni) sul ricerca ed internazionalizzazione.

Per chi volesse sincerarsi del fatto che gli studenti non ci abbiano rimesso, la nota dell’ateneo ha voluto rimarcare come non vi sia stata alcuna crescita nei contributi, aggiungendo che “gli stanziamenti  – effettuati con risorse aggiuntive di bilancio – per gli interventi a favore degli studenti sono rimasti in linea con quanto previsto in particolare: sono state incrementate le sale studio, finanziate le associazioni studentesche, potenziati i servizi di orientamento, erogate borse di studio per i gli studenti più meritevoli e per il sostegno ai redditi più bassi.

Il Senato accademico ha accolto favorevolmente il consuntivo; ora quest’ultimo passerà al vaglio del CDA di ateneo, che dal canto suo sarà presto rinnovato.

Insieme a Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte, Patrizia Violi, Carlo Alberto Nucci e Luigi Montuschi, il Rettore presiederà il comitato cui spetterà il compito di nominare i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione, di cui 5 consiglieri su 11 saranno eletti dal Senato accademico.

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