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23 aprile 2012

Bus a Trieste: abbonamento ad hoc per gli studenti

Negli stessi giorni in cui in Campania continua ad infuriare il caos CSTP, un curioso quanto raro esempio di intraprendenza sul fronte trasporti arriva dagli studenti di Trieste.

Mancano i pullman o non sono sufficienti? Ebbene, il Consiglio degli studenti prende in esame la questione; ne parla con l’azienda di riferimento, ovvero Trieste Trasporti, in cerca di un compromesso.

Il risultato della trattativa è un abbonamento esclusivo per i ragazzi dell’università. I quali, dal canto loro, sopporteranno un piccolo aggravio sulle tasse.

Facciamo un passo indietro: l’università realizza un’indagine, poi ribattezzata Unimob, tramite il team coordinato dal professor Giovanni Longo; lo studio si concentra sui mezzi di cui i giovani si servono per raggiungere l’ateneo.

Si evince che la stragrande maggioranza degli iscritti (70%) percorre un tratto, l’ultimo, utilizzando un mezzo pubblico. Il problema è che ai ragazzi non basta l’attuale dispiegamento di autobus; occorre fare di più, trovare nuove soluzioni per accontentare tutti.

Mattia Fadel, presidente del Consiglio degli studenti, si è immediatamente fatto portavoce del malcontento di alcuni colleghi, come spiega il vice Riccardo Spina: “Dopo quell’indagine “Unimob” ci siamo sentiti in dovere di trovare una soluzione per l’enorme massa di spostamenti che interessa l’università, abbiamo usato i tavoli con le istituzioni già aperti su diverse questioni, e prima di tutto è stato chiesto a Trieste Trasporti: abbonando tutti gli studenti che frequentano a Trieste, 16 mila persone, che prezzo globale ci fareste?

La trattativa non è stata facile: per mettere in atto un “abbonamento globale” di questo tipo era necessario definire alcuni dettagli non trascurabili come il prezzo, che sarebbe dovuto risultare sostenibile per tutti. E per l’accordo definitivo è stato necessario ricorrere ad un braccio di ferro con Trieste Trasporti.

Non c’era una base da cui partire – spiega Spina – La risposta non era semplice, comunque si è fatta attendere molto, ma dopo tanti solleciti è infine arrivata: 2 milioni. Troppo, perché per 16 mila studenti il risultato dà 125 euro ad abbonamento. Siamo arrivati adesso a 1 milione e 900 mila, e Comune e Provincia si sono detti disposti a coprire la cifra mancante per portare ogni abbonamento a 100 euro.

Una discussione legittima, dato che il costo dell’operazione andrà pur sempre a gravare sulle tasse universitarie. I 100 euro, va detto, sono comunque un lusso rispetto al prezzo tradizionale, che ammonta a 300.

Ora, i ragazzi avranno a disposizione un abbonamento annuale di cui poter usufruire a piacimento. Spese aggiuntive? Al momento nessuna. Niente biglietti specifici, basterà presentarsi con un documento (stampabile dal sito di ateneo) che attesta la propria “iscrizione”.

Rimarcando l’importanza della consulenza di Unimob, Spina ha ricordato come il progetto si inserisca “nella scia delle politiche sul traffico del Comune. Fermo restando che “l’autobus conviene: meno benzina, e soprattutto si sa quanto sia impossibile trovare parcheggio in zona universitaria.

L’iniziativa è interessante, seppure ancora in stato embrionale; è stata votata dal Consiglio degli studenti ottenendo un ampio consenso ed ora si attende la messa in atto della fase operativa.

Ci sono comunque buone speranze: oltre agli enti locali, che si sono già detti disposti a venire incontro agli studenti, il progetto ha il benestare del Rettore Francesco Peroni.

Un importante sostegno potrebbe arrivare anche dall’associazione Erdisu; quest’ultima sarebbe già pronta a dare il proprio contributo versando a Trieste Trasporti una cifra pari a 50mila euro.

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