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11 aprile 2012

Coppa scopre “il santuario delle amigdale” in Africa

Ancora una volta l’Italia ha un ruolo di protagonista nelle nuove scoperte sul passato. L’equipe internazionale guidata dal paleoantropologo della Sapienza di Roma, Alfredo Coppa, ha rinvenuto nuovi reperti umani risalenti a circa un milione di anni fa. La scoperta è stata fatta in Dancalia, Eritrea, durante l’ultima campagna di scavo del sito del bacino sedimentario di Buya.

In questo sito, ribattezzato “il santuario delle amigdale”, perché nella zona sono stati rinvenuti manufatti litici risalenti a circa un milione di anni fa, che i ricercatori hanno rinvenuto sotto forma di una spianata di reperti di basalto, scisti, selce e quarzite accumulatisi nel tempo a causa dei fenomeni di erosione differenziata.

“La scoperta di quest’anno segue una serie di attività pregresse – racconta Alfredo Coppa – La cosa particolare è che questi reperti umani, di un milione o più di anni fa, sono rarissimi da trovare. E averne trovati altri, nella seconda campagna di scavo che realizziamo nello stesso sito, dimostra una presenza umana molto forte in quella zona. Ed e’ questa la cosa più importante”.

Nel sito di Mulhuli-Amo sono stati ritrovati frammenti ossei che sicuramente appartengono ad un unico cranio umano. Nell’area, in effetti, sono stati già rinvenuti altri due individui, senza contare un cranio rinvenuto 17 anni fa il primo esemplare trovato nell’area.

L’accurato lavoro dei ricercatori della missione ha permesso di inserire i manufatti nel loro contesto cronologico, ma si attendono i risultati delle analisi strumentali per datare con precisione i reperti. Le scoperte confermano che l’area studiata dall’equipe internazionale guidata dalla Sapienza si trova in una delle regioni a più alta potenzialità per le ricerche sulle origini della specie sapiens, i cui diretti antenati sarebbero comparsi proprio in Africa orientale due-trecentomila anni più tardi.

Le ricerche nella Dancalia eritrea sono state rese possibili anche grazie al finanziamento chela Sapienza destina ai Grandi scavi archeologici, in cui rientra il Progetto internazionale “Eritrean-Italian Danakil Expedition: Anthropo-archaeological and Geo-Paleontological Mission”, oltre che a un progetto PRIN del Ministero della ricerca scientifica.

 

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