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30 aprile 2012

Forum italo-russo alla “Sapienza”

Venerdi 27 Aprile nella cornice romana dell’Università La Sapienza di Roma si è svolto un importante e strategico incontro che ha visto protagonista la relazione internazionale tra il nostro paese e la Russia, per una cooperazione scientifica e culturale sempre più in simbiosi.

L’iniziativa è stata promossa dal Centro Studi Russi e dal Cemas, in collaborazione con l’ Eurispes e l’Istituto Per l’Europa dell’Accademia  Delle Scienze di Russia e la Fondazione Russkiy mir. Al centro del dibattito l’integrazione tra queste due realtà, un mix di culture utile a rifondare un rapporto storico che mira ad un accrescimento socio-economico in linea con le strategie dei governi dei rispettivi Paesi.

C’è sempre stato l’interesse della Russia verso il Mediterraneo e l’Italia, partner strategico, gioca un ruolo importante in quest’area grazie anche alle relazioni internazionali istituite con altre potenze dello scenario mondiale; inoltre sono indiscutibili le incredibili opportunità che potrebbero derivare da questo “patto” siglato tra due realtà che hanno a cuore il progresso e il bene di generazioni nuove e future, intenzionate a crearsi un futuro promiscuo e ricco di chance. Perché Russia e Italia hanno bisogno l’una dell’altra.

Chiara è la visione di Marco Ricceri, Segretario Generale Eurispes: “La Russia continua ad avere il limite di concentrarsi sulle grande industrie, sui  megasistemi, mentre l’Italia privilegia dalla sua eccellenza il sistema delle piccole e medie imprese, perciò una politica di coosviluppo risulta più che auspicabile e decisamente edificabile”. Il punto sta a localizzare dove le imprese piccole e medie possono essere complementari ai grandi sistemi russi e il gioco è fatto!

La cooperazione economica scaturisce  da un rafforzato scambio di investimenti esteri  nel settore produttivo: nel campo energetico per esempio l’ Eni, già presente nel territorio russo, è il principale attore italiano ma un rapporto sociale  non si esaurisce lì e  si può  rafforzare attraverso attività produttive e di servizio. Bisogna incentivare e aumentare lo scambio attraverso la cooperazione universitaria per migliorare le relazioni.  I giovani sono il motore e il mezzo per il quale questo flusso può garantire un’ottima riuscita se ben sovvenzionato.

Investimenti esteri, sviluppo culturale ed economico per spianare la strada ad un disegno che è più di un progetto: far in modo che l’Eurasia sia percepita come una realtà sempre più omogenea.

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