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9 aprile 2012

Internet 2020: il futuro è delle Webapp

Il futuro di internet è più che mai incerto, conteso fra i più fedeli sostenitori del suo successo, e chi invece è pronto a scommettere che nel giro di pochi anni sarà sopraffatto dal potenziale delle applicazioni. L’imminente minaccia, causata dalla rivoluzionaria e rapida diffusione delle app, colpisce in pieno volto proprio la politica per la fruizione dei servizi in rete, modificando l’approccio degli utenti alla navigazione.

L’avvertimento è stato divulgato dal Pew Research Center Project, che ha reso noto uno studio condotto sulle prospettive del futuro di Internet, raccogliendo e tenendo conto delle opinioni di operatori ed esperti in tecnologie. L’urgenza di tale riflessione è stata lanciata da due articoli pubblicati su Wired e firmati dal direttore Chris Anderson e da Michael Wolff, in cui si fa riferimento alle nuove modalità di accesso alle informazioni, all’intrattenimento, all’apprendimento e a tutti i mezzi di condivisione di file, e a cui gli utenti devono conformarsi.

In un momento storico in cui fa da padrone la continua evoluzione e l’innovazione, il web si trova a dover fare i conti con la diffusione e il successo dei dispositivi mobile come smartphone e tablet e di macro-piattaforme sempre più onnicomprensive come Facebook. Il futuro sembra essere nelle mani delle app, che fanno del proprio punto di forza la facilità di utilizzo e puntano sulla spinta di imprenditori ed editori che riconoscono l’opportunità di riprendere il controllo dei contenuti, così come quella di introdurre nuovi modelli di business, alternativi a quelli proposti fino ad ora e che hanno alla propria base le dinamiche della pubblicità online.

I risultati di una recente statistica condotta ancora una volta dal Pew Research Center Project lasciano poco spazio ai dubbi: il 59% degli intervistati dichiara di preferire la gestione via app e solo il 35% resta ancorato al successo consolidato di internet, così come lo abbiamo inteso fino a qualche anno fa. Tra i fedeli sostenitori del web libero si schiera il giornalista e blogger americano Jeff Jarvis, professore alla City University of New York, sostenendo con fermezza che «Il browser, o un suo epigono, continuerà ad avere vantaggi rispetto alle app. È collegato alla Rete intera ed offre piena interoperabilità, lasciando all’utente più potere rispetto a sviluppatori o editori».

Sembra farsi strada, tuttavia, una soluzione che aspira a mettere tutti d’accordo: un ruolo fondamentale potrebbe essere giocato da HTML5 che, giunto alla quinta generazione, garantirebbe nuove libertà e nuove forme ai contenuti distribuiti e, al tempo stesso, lascerebbe spazio alle app per imporsi in rete, dando vita alle Webapp. A ciò si aggiunga il potenziale del cloud computing, grazie al quale le app avranno una capacità di elaborazione paragonabile a quella delle applicazioni Web tradizionali, e in molti casi anche superiore.

Il futuro di internet sembra quindi guardare proprio in questa nuova direzione in cui web e applicazioni mobile troveranno terreno comune nelle Webapp scritte con HTML5.

 

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