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2 aprile 2012

La svolta degli anni Novanta

Cade il Muro di Berlino e iniziano gli anni Novanta: da quel momento nel mondo, ma anche in Italia,  nulla fu come prima.

L’inchiesta Mani Pulite mandò in crisi il sistema dei partiti: alcuni si sciolsero, altri subirono scissioni dalle ali più movimentiste, altri ancora si rifondarono dopo “svolte” e frenetici congressi. Il termine “società civile” divenne sinonimo del nuovo che avanza e ai tradizionali partiti si sostituirono movimenti e coalizioni. Già perché anche tutte le leggi elettorali cambiarono, orientandosi verso un sistema maggioritario, sotto la spinta dei comitati referendari.
Non è solo la politica, rispetto agli anni Ottanta, a mutare, ma anche le relazioni sindacali e le politiche salariali: è proprio all’inizio del decennio che viene abrogata la “scala mobile”, procedura di adeguamento dei salari ai prezzi dei beni consumo nata nel lontano 1975. Iniziano le manovre “lacrime e sangue” per affrontare l’ingresso in Europa e contrastare l’inflazione, si stringono patti stringenti per la creazione di un mercato unico, di una Banca Centrale Europea e di una moneta condivisa.

In questo scenario di profondo mutamento Giuliano Amato, allora vice presidente del PSI, diventa Presidente del Consiglio nel 1992.

Mercoledì 4 aprile alle ore 15.30 in Aula Magna di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, Giuliano Amato alla presenza di Giuseppe Zaccaria, Magnifico Rettore dell’Università di Padova, terrà una conferenza dal titolo  “La svolta degli anni Novanta” nell’ambito degli incontri previsti dal ciclo “Nodi della storia d’Italia: 1938-1994” organizzato dall’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.

Per informazioni: Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea
Tel: 0498273331
E-mail: ivsr@unipd.it

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