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8 aprile 2012

Livity. Mescolanza e radici negli abiti di una neolaureata

Nella religione Rastafari livity è un nodo fondamentale; la parola viene da una tradizione che ha il proprio centro nel rapporto pieno con se stessi – l’integrità di corpo e mente – e con il mondo – natura, uomini, cose. Questi concetti ora trovano nuova espressione in una serie di abiti disegnati da una giovane studentessa milanese.

Lei si chiama Lyana Meazza e la collezione è il frutto del lavoro che l’ha portata a laurearsi presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.  “Il punto di partenza di tutto – mi spiega – è la musica. La musica come spiritualità, come mezzo di comunicazione, strumento di protesta. Mi sono focalizzata sul root reggae di Bob Marley perché, nonostante il ritmo accattivante e basico, le liriche sono pregne di significati che si rifanno alla storia black e al rastafarianesimo”.

Ma i punti di riferimento sono molteplici: oltre alle radici giamaicane della giovane stilista, sono richiamate Yinka Shonibare – per quanto riguarda l’uso dei wax print, sintesi di complesse ibridazioni culturali – e Vanessa Beecroft, con la sua concezione del corpo e della materia.

Gli abiti, progettati e realizzati tra lo studio milanese e l’Erasmus alla UPM di Madrid, utilizzano tessuti eco sostenibili – naturali e tradizionali, come la seta bio, o tecnologici e innovativi, come il jersey in bamboo. “Il taglio ha un’importanza fondamentale” – mi fa notare ancora Lyana – “nella collezione mantengo le proporzioni reali del corpo; non lo deformo, al massimo ne accentuo dei punti, ne sottolineo alcune parti”.

La presentazione del lavoro è stata affidata ad un video – realizzato da Carolina Amoretti – nel quale la varietà di richiami è resa ancora più evidente dalla scelta delle due modelle, una delle quali è la stessa creatrice degli abiti.

Sono gli incontri etnici e culturali la chiave di questo lavoro, che trova la propria ricchezza proprio nell’eterogeneità e nella mescolanza. Se si tratta di temi trattati spesso e in modi differenti, questa collezione ha il pregio di mostrarli attraverso la concretezza dei propri colori.

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