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18 aprile 2012

Marche: La polizia al concorso per dirigenti scolastici

Purtroppo in Italia, come in altri Paesi Europei e Mondiali, succede anche questo: ad Ancona i docenti volevano accedere agli atti del concorso per dirigenti scolastici, ma gli impiegati dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche hanno rifiutato l’accesso esponendo le loro motivazioni. Ci sono stati momenti di alta tensione, di nervosismo e di paura, a tal punto che è dovuta intervenire addirittura una volante della polizia, addirittura seguita da agenti della Digos, che però sono arrivati sul posto quando la situazione si era già notevolemente, e fortunatamente, calmata.

Che cosa è successo? Perché tutta questa tensione? Tutto è nato nel momento in cui, nei giorni scorsi, due docenti di liceo marchigiane, che erano state escluse dalle prove orali del concorso per dirigenti scolastici, erano andate all’Ufficio Scolastico Regionale al fine di “accedere informalmente agli atti concorsuali”, così come prevede la legge sulla trasparenza (Dpr 184 del 2006), ma, con loro grande sorpresa, avevano scoperto lì che i documenti che cercavano erano invece all’Istituto d’istruzione superiore “Savoia-Benincasa” di Ancona, e addirittura che la presidente della commissione esaminatrice era assente.

In seguito a questo fatto, le due docenti non si sono perse d’animo e hanno presentato un esposto alla Guardia di finanza. A loro si sono unite tanti altri insegnanti e così una trentina di persone non ammesse alle prove orali del concorso per dirigenti scolastici sono andati all’Ufficio Scolastico Regionale, avendo preso appuntamento, ma hanno aspettato ore e ore senza avere una risposta.

A questo punto, dopo tante ore di attesa, è stato richiesto, da parte dei docenti, l’intervento della polizia. La polizia è arrivata, ma a tutti questi docenti è stato concesso di visionare solo le loro prove e non quelle dei docenti che invece erano stati ammessi alla prova orale. Il perché? La legge.

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