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26 aprile 2012

Prima ingegneria, ora forse medicina: le specializzazioni “migrano” da Foggia

È guerra aperta e dichiarata tra l’Università degli Studi di Foggia e quella di Bari, l’una distante dall’altra ben 100 km eppure così vicine nella lotta per i fondi e il “predominio”. La sorella maggiore barese è stata gelosa della minore foggiana fin dalla sua nascita, rimproverandole di essere una “cattedrale nel deserto”, praticamente superflua. Questa rivalità continua tuttora con i malcapitati universitari del Policlinico di Foggia obbligati a frequentare la specialistica nella lontana Bari e per giunta gravati dai costosi viaggi per raggiungere l’ambita meta.

Il decentramento è cominciato con i corsi di Ingegneria ed ora anche le specializzazioni mediche sono a rischio chiusura: non ci sono dubbi sul fatto che l’Unifg si trovi in difficoltà e di ulteriore conferma sono le parole pronunciate dal consigliere regionale Cecchino Damone lo scorso sabato 21 Aprile durante la riunione del comitato di valutazione inter-universitario.

Ad essere chiamato in causa nell’arringa del consigliere è il presidente della regione Puglia Nichi Vendola in persona al quale viene sentitamente richiesta “una maggiore attenzione alle problematiche ed alle eccellenze e professionalità della Capitanata” per dimostrare che “i pugliesi e soprattutto i foggiani non sono figli di un Dio minore”. Viene in seguito evidenziato che, trasferendo all’Università di Bari i corsi specialistici di Medicina, resterebbero inutilizzati i nuovi e ristrutturati ambienti creati appositamente per gli studenti foggiani.

Il problema purtroppo non riguarda solamente il mondo universitario, Damone insiste nel sottolineare la gravità della situazione in cui si trova l’intera provincia di Foggia, letteralmente sulla soglia di “un fallimento su tutto il fronte” . Per questo motivo è stata proposta una tavola rotonda tra le due università al fine di raggiungere un proficuo accordo che soddisfi entrambe ma soprattutto non penalizzi ulteriormente il già precario equilibrio della Capitanata.

Tuttavia lunedì 23 Aprile Tommaso Campagna, Capo del Gabinetto del Rettore Giuliano Volpe, avrebbe scongiurato l’ipotesi della definitiva chiusura della Facoltà di Medicina. L’intero equivoco sarebbe nato dal sopracitato intervento di Cecchino Damone, che avrebbe creato del falso allarmismo riguardo ad una complessa situazione risalente al 2009. Quell’anno infatti il Decreto del Ministro Gelmini dispose la soppressione di ben 18 Scuole di specializzazione medica dell’Università degli Studi di Foggia: il ricorso al TAR Puglia sospese temporaneamente gli effetti di tale decreto ma alcuni strascichi si sono protratti fino ad oggi. Perciò anche se l’Unifg tenta pian piano di riappropriarsi delle specializzazioni perse negli anni ed è in difficoltà, sembra che la Facoltà di Medicina non sia in pericolo, almeno per ora.

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