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6 aprile 2012

Yahoo, ancora licenziamenti per superare la crisi

Sei ristrutturazioni in quattro anni. Non stiamo parlando di qualche politico italiano che in modo del tutto inconsapevole ha risistemato casa con soldi di dubbia provenienza, ma di Yahoo ! la società fornitrice di servizi internet che sta vivendo da anni grandi problemi interni e di “gestione” della crisi mondiale.

I problemi interni di uno dei principali competitors (o almeno lo era fino a qualche anno fa)  del colosso Google, sono ben rappresentati dagli stessi vertici della società con figure di primo piano che hanno abbandonato i loro incarichi e tre amministratori cambiati nei quattro anni sopra citati.

Scott Thompson, ultimo e attuale CEO di Yahoo! si è quindi presentato al mondo con grandi idee e con in mente un nuovo restailing al grido tutto marketing di <<più piccoli, più agili, più profittevoli>> che tradotto in soldoni per i comuni mortali suona più o meno come <<nuovi licenziamenti e meno personale per risparmiare>>.

Il 14% dei dipendenti Yahoo!, ovvero oltre duemila persone facenti parte di diversi reparti dell’azienda come pr, marketing e business, sono infatti a forte rischio licenziamento al fine di far risparmiare alle casse della società di Sunnyvale, circa 375 milioni di dollari all’anno.

Insomma, niente di realmente nuovo come strategia per uscire dalla crisi, anche perché la società era stata già interessata nel recente passato da numerosi licenziamenti (nel 2008 furono 1.500 i lavoratori “tagliati”) e ancora tristemente, nuovi licenziamenti sono previsti per il futuro.

La non crescita che ha interessato la società californiana, in aggiunta alla crisi economica che ha colpito un po’ tutti i settori, anche quelli tecnologici e informatici che sembravano poter essere i più “saldi” e “sicuri”, hanno portato ad un mero “taglia taglia” a cui Yahoo! ha reagito come tante altre aziende (a ragion del vero gli Stati sono i primi ad applicare queste tecniche).

Di reali piani programmatici, di come riposizionare il marchio “Yahoo!” sul mercato per un effettivo rilancio dello stesso, insomma della “nuova strada maestra” da seguire per sopravvivere alla crisi, a Google e a Facebook, il nuovo CEO Thompson (nome che evoca una marca di un famoso mitra made in USA) non ha ancora fatto parola.

La speranza per tutti i dipendenti Yahoo! è che questo Thompson non sia caricato a salve,  senza valide cartucce da sparare.

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